Austria: la sede perfetta per capire gli umori dell’Europa



Austria
Immagine da Pixabay

In Austria, il partito dei Popolari di Sebastian Kurz ha raggiunto il 37% dei voti. Contemporaneamente, l’ultradestra di Heinz Strache è crollata

Un plebiscito per dare un’indicazione importante, soprattutto in ottica futura dal punto di vista europeo. In Austria si sono appena chiuse le proiezioni per le elezioni politiche, e tutto è andato (più o meno) come previsto. C’è stato, infatti, una vera e propria affermazione a pieno titolo da parte del partito dei Popolari, guidato dal leader Sebastian Kurz. Contemporaneamente, però, il partito dell’ultradestra FPOE del dimissionario Heinz Strache, travolto dall’Ibizagate, è definitivamente crollato del 10%. Un contraccolpo forse figlio di un atteggiamento che in Europa sta mutando nuovamente.

Oggi il popolo ha votato per riportarci al Governo. Sono stati quattro mesi difficili, faremo del nostro meglio per essere all’altezza della fiducia. Un successo di questa portata non se lo aspettava nessuno, ma gli austriaci ci hanno riportati qui.” ha dichiarato Kurz, dopo aver appreso dei risultati.

Di contro, le cause del crollo dell’FPOE risiedono tutte nello scandalo, almeno secondo il politologo Martin Dolezal dell’Università di Salisburgo: “La ragione principale della pesante sconfitta è indubbiamente il nuovo scandalo emerso a pochi giorni dal voto: la discussione sullo stile di vita di Strache e della moglie e sul presunto utilizzo improprio dei fondi del partito per spese personali. Credo che per molti elettori dell’Fpö, spesso esponenti della classe operaia o di ceti medio-bassi, questo scandalo sia stato molto più importante dell’affaire Ibiza.

Ora, però, viene la parte più difficile. Questo perché il rinominato cancelliere dovrà trovare delle alleanze disponibili per riuscire nuovamente a governare indisturbato. Un compito tutt’altro che semplice.

Un’alleanza trasversale

Con le elezioni in Austria, Kurz ha sì stabilito la sua leadership, ma ha anche capito che i suoi più naturali alleati non sono così saldi come si poteva pensare. A questo punto, il problema diventa davvero grosso, anche perché senza una coalizione è quasi impossibile pensare di governare. Coloro su cui si poteva puntare tranquillamente per un’alleanza condivisa non hanno ricevuto l’assenso del pubblico, e quindi la situazione non è decisamente delle più rosee.

Il neo-cancelliere dovrà trovare una partnership adeguata al suo piano, per far modo anche che la sua immagine non scada definitivamente. Inizialmente il piano prevedeva un’affinità politica. Ora, di colpo, lo scenario è cambiato e potrebbe riservare delle sorprese davvero impensabili, alla vigilia delle elezioni. L’opzione tradizionale della politica austriaca del dopoguerra è ancora in auge: una grande coalizione con i Socialdemocratici o con i Verdi e Neos.

Il problema, però, sorge nel momento in cui si devono appianare le divergenze politiche, che non sono poche e minacciano di portare il Paese a nuove elezioni. Una vera e propria “tragedia”, che rischia di far restare l’Austria senza un Governo di fatto. In più, si aggiunge anche l’organizzazione (non ancora avvenuta) di un programma elettorale saldo. Kurz, infatti, non ha ancora organizzato il futuro del Paese. Naturalmente, la sua speranza è che la coalizione con l’FPO possa ritornare salda come un tempo, in modo da non avere divergenze d’opinioni con gli altri possibili partner.

Un vero e proprio equivoco che rischia di far saltare nuovamente l’intero banco.

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