Castel Gandolfo

Castel Gandolfo diventa un museo. Papa Francesco chiude la storica residenza che ospita i pontefici dal diciassettesimo secolo: l’appartamento papale verrà annesso alle altre stanze che già da un anno sono diventate visitabili

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Castel Gandolfo diventa un museo. Papa Francesco usa l’antico metodo del bastone e la carota, e anche quando viene fuori con inopportuni proclami deliranti sente subito il bisogno di compensare e dare al suo popolo di fedeli e appassionati ciò che chiede. Dopo aver scelto di rinunciare ad usufruire dell’appartamento papale, scegliendo invece la più “umile” Residenza di Santa Marta, adesso il successore di Pietro sceglie di privarsi anche di Castel Gandolfo, buen retiro di tutti i suoi predecessori dal diciassettesimo secolo.

L’appartamento dei Castelli verrà riallestito e dal 21 ottobre verrà annesso alle altre stanze del palazzo che sono visitabili già da un anno. I luoghi della residenza disponibili per i turisti sono tanti e tutti bellissimi, a cominciare dalla stanza da letto del Papa, il luogo più privato del palazzo. Un curioso aneddoto relativo proprio a questa stanza risale al secondo conflitto mondiale, che vide Castel Gandolfo tra i luoghi protagonisti della battaglia di Roma per la libertà. Dopo lo sbarco degli alleati nel ’44, infatti, proprio la camera da letto privata venne usata per le donne in stato interessante e per dar loro modo di partorire in un ambiente consono e sicuro, lontano dal teatro di guerra. I bambini che nacquero lì vennero poi chiamati “i figli del Papa“.

Nuove stanze da scoprire

Oltre alla stanza da letto, saranno visitabili anche la Cappella privata, la Biblioteca del Santo Padre e lo Studiolo. Poi ancora due ambienti riservati al segretario particolare e al segretario aggiunto, il Salone degli Svizzeri, chiamato così poiché un tempo era qui che montava il corpo di guardia, e una Sala del Concistoro. Ma non tutti i papi sono stati disponibili a rinunciare a Castel Gandolfo. Giovanni XXIII, ad esempio, amava molto la residenza, nella quale trovava un po’ di libertà in più per poter fare quello che più amava: stare in mezzo alla gente. Sovente, infatti, egli lasciava il palazzo senza avvertire nessuno e lo si ritrovava poi nei paesi vicini o sulle colline circostanti, mescolato alla gente comune.

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