Christopher Nolan: ecco i 50 anni del “regista del tempo”



Christopher Nolan
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Tra i più amati nella cinematografia attuale, Christopher Nolan si è sempre distinto per il suo rapporto con il tempo. Aspettando Tenet

I fan già impazziscono per la sua nuova opera prima ancora della sua data d’uscita. Ma Tenet ha già fatto parlare ampiamente di sé, soprattutto per il nome del suo regista: Christopher Nolan. Il britannico oggi compie 50 anni e festeggia una carriera costellata di successi, sia al botteghino che con la critica, che lo ha reso uno dei registi più influenti dell’ultimo ventennio. Una filmografia che ha evidenziato il rapporto tra lui e uno delle dimensioni fondamentali, la “quarta”: il tempo.

Non è difficile, infatti, trovare un legame, un filo comune in tutti i suoi film, ovvero tutto ciò che è legato alla manipolazione della dimensione quantica. In questo, è sicuramente uno dei più interessanti sulla piazza. Basti citare già film come Memento, in cui il montaggio rovescia praticamente la concezione del tempo stesso, o di Interstellar, in cui la relatività gioca un ruolo praticamente fondamentale. Uno dei pochi, insieme a registi contemporanei come Linklater e Salvatores, a piegare le regole del tempo in funzione della propria poetica. Il regista stravolge completamente tutto, tramite un’incessante serie di flashback e flashforward che frammentano il racconto e lo rendono accattivante per il pubblico.

Certo, non stiamo parlando di qualcosa di unico, dato che in passato c’è chi si è spinto ampiamente oltre (basti citare Tarkovskij o Kubrick, che hanno superato il concetto stesso di “tempo”). Ma sicuramente, nel panorama odierno, parliamo di un regista capace, intelligente, capace di far combaciare tessere impensabili. Cosa che non tutti sanno, però, è che molti di questi meriti vanno divisi a metà con una persona in particolare, che agisce perlopiù nell’ombra: suo fratello Jonathan.

I due fratelli

Christopher Nolan deve tantissimo a suo fratello Jonathan. Oltre ad essergli debitore soprattutto per quel che riguarda la sua prima parte di carriera (il primo successo, Memento, è tratto da un suo racconto breve), è praticamente “l’uomo nell’ombra” del regista inglese. Infatti, è lui la mente dietro i più grandi successi del regista di Tenet, da Memento a Interstellar (fatta eccezione per Insomnia, che è però un remake, e Inception, che agli occhi di chi scrive è uno dei più deboli dello stesso regista). Il creatore di Person Of Interest e Westworld è il “ghost writer” delle storie più accattivanti e anche più coese della sua intera filmografia.

Prendiamo ad esempio The Prestige, uno dei titoli più in sordina dello stesso regista, ma probabilmente il migliore dello stesso. Il risultato è un’opera unica, non lineare, che aggiunge sempre più dettagli e colpi di scena spostandosi avanti e indietro nel tempo. I misteri e gli interrogativi aumentano sempre di più, portando lo spettatore a essere sempre più incredulo e incapace di prevedere la svolta. Ma soprattutto, sorprende la coerenza narrativa del mitico Jonathan, che tesse i fili in modo praticamente perfetto, disvelandoli poi come un maestro senza peraltro lasciare buchi.

E proprio questa storia riesce a far capire uno dei maggiori difetti di Christopher Nolan stesso, ovvero la sua propensione alla didascalia. Molte volte (in Inception la più palese, ma anche in Dunkirk) il regista si perde in spiegazioni prolisse, saccenti, che appesantiscono la narrazione e inevitabilmente inficiano il risultato. Dopotutto, però, stiamo parlando di un regista giovane, che è nel pieno della sua maturità cinematografica.

C’è chi lo accosta addirittura a Kubrick, chi ad Hitchcock o anche a Spielberg per la sua propensione ai kolossal. La verità è che ancora ci vuole del tempo per essere consacrato nell’Olimpo cinematografico. Lasciamoglielo. La storia ci dirà poi da sé il risultato finale. Intanto, i botteghini e i fan già parlano per sé.

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