Corrado: il suo addio a “La Corrida” 20 anni fa



la corrida

Era il 20 dicembre 1997 e Corrado salutava “La Corrida”, dopo 10 anni di trasmissione e una ricca carriera alle spalle

Corrado Mantoni, considerato uno dei padri fondatori della televisione italiana, salutava il suo amato programma “La Corrida” 20 anni fa, il 20 dicembre 1997.

Il noto varietà ideato dallo stesso Corrado è andato in onda radio dal 1968 al 1979 e successivamente in televisione dal 1989 al 2011; il programma tv fino al 1997 è stato condotto proprio da Corrado,  dal 2002 al 2009 da Gerry Scotti e nel 2011 da Flavio Insinna.

E’ recente la notizia che “La Corrida” ripartirà l’anno prossimo,a 7 anni di distanza, con qualche piccola novità: sarà condotta da Carlo Conti e su Rai1.

Soprattutto grazie al carisma, all’autoironia e alla professionalità di Corrado il programma non ha subito nessuna alterazione nel passaggio dalla raio alla tv, mantenendo sempre ottimi ascolti. Anno dopo anno l’allegria con cui si presentavano sempre più “dilettanti allo sbaraglio” ha fatto emergere talenti noti tutt’oggi come Neri Marcorè, Emanuela Aureli o Gigi Sabani. Il programma in sé vedeva l’esibizione di 10 concorrenti tra canzoni, balli, poesie e spettacoli fantasiosi; giudice sovrano era il pubblico in studio che poteva reagire anche con fischi e lanci di mestoli di legno se lo spettacolo non fosse piaciuto. Il tutto richiamava molto alle feste popolari di paese.

Corrado, emozionato per la sua lunga carriera, volle salutare il suo amato spettacolo recitando una poesia che si intitola “Questa Corrida“, in cui risponde anche a chi aveva criticato il varietà.

Ecco la poesia

Abbiamo cominciato un po’ in sordina
questa Corrida, decima edizione.
Ci siamo detti: “moh, andrà come prima”.
E invece è stato un vero successone.
Non è che prima avesse brutti ascolti, no…
Si sa che si è difesa sempre bene,
ma mai come quest’anno, a conti fatti,
davvero in tanti siamo stati insieme.
Abbiamo fatto un record di ascolti,
e sotto sotto, è dispiaciuto a molti.
Ospiti illustri contro strana gente,
che quasi sempre non sa fare niente.
Ma poi, come è finita lo si sa:
ha vinto questo nostro varietà
e dico varietà, badate bene,
e fatto pure come tv comanda.
Perché vi giuro, ho un po’ le tasche piene,
di udire la peggiore delle offese
che alla Corrida fanno la domanda
(come qualcuno scrisse a suo tempo),
soprattutto gli scemi del paese.
È gente che si vuole divertire.
Hanno una dote che non è pazzia,
e ce l’hanno in pochi: si chiama autoironia!
In quanto a me, sono stato fortunato
perché ho trovato collaboratori
che forse più di me hanno sudato
e più di me meritano gli allori.
Sono tanti e i nomi non li posso fare,
vorrei, ma finirei con l’annoiare.
È andata bene pure grazie a loro
perché un successo non si fa da solo.
E adesso la Corrida finirà,
forse per sempre, forse, chi lo sa…?
Qualcuno, e questa è ormai un’istituzione
tra un poco ne farà un’imitazione.
Pazienza, io mi sono divertito per tanti anni
ed è arrivato il tempo di dare il mio commosso benservito,
ma chi lo sa se poi non me ne pento?
Lo so, mi mancherete e pure tanto.
E se c’è stato uno scemo del paese
Oh! M’ha insegnato, non sapete quanto,
a sorridere e a non aver pretese.

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