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Anche oggi, il bollettino ufficiale del 18 Dicembre, rilasciato dalla Protezione Civile. Ecco gli ultimi dati

Secondo il bollettino diffuso dalla Protezione Civile, nella giornata di oggi sono 17.992 i nuovi contagiati, portando il totale a 627.798, ossia -7.545 rispetto a ieri. Segno dunque che la curva si sta appiattendo, seppur lentamente. Rispetto a ieri, cala leggermente il numero di contagi, mentre il numero di morti resta altissimo: 674 decessi. Anche il numero di guariti fa segnare una diminuzione: 22.272 contro gli oltre 27mila di ieri. Ad ogni modo, si registrano -36 ricoveri in terapia intensiva e -658 ricoveri totali. I tamponi processati sono 178.800, vale a dire – 5.520 in meno rispetto a ieri. Intanto, l’indice Rt risale a 0,86.

Zone gialle e DPCM Natale

Ma oggi non c’è solamente il bolletino giornaliero della Protezione Civile: come ogni venerdì, il Ministro Della Salute Roberto Speranza dovrebbe assegnare i nuovi colori alle Regioni. Secondo le ipotesi più probabili, stando alla situazione epidemiologica attuale, tutte le Regioni italiane ad eccezione dell’Abruzzo dovrebbero passare in zona gialla. Ma in serata si attende finalmente anche il DPCM Natale, di cui tanto si è discusso in questi giorni. Ci si aspettano feste all’insegna delle restrizioni, con l’Italia zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e arancione nei giorni intermedi.

Bisognerà comunque attendere la conferenza del Presidente del Consiglio per avere tutti i dettagli. Intanto, il Commissario Straordinario Arcuri, poche ore fa, ha annunciato che il 27 Dicembre arriveranno le prime 9.750 dosi di vaccino Pfizer all’Ospedale Spallanzani di Roma.

Intanto, la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati lancia un affondo contro il Governo. “Il Santo Natale, che per tradizione è la festa delle famiglie, il momento degli affetti che si riuniscono. Le famiglie non sanno ad oggi se, quando e con chi potranno viverlo.È incomprensibile che gli italiani non sappiano come comportarsi. Regole anche ferree, ma certe, perché è inimmaginabile che ci si trovi all’ultimo momento di fronte al fatto di non potere portare un augurio ad un genitore anziano, solo e magari anche malato. A 10 mesi dall’inizio della pandemia, troppi sono i ritardi, le indeterminatezze e le disomogeneità nella riorganizzazione sanitaria