5 Gennaio 2022 - 11:03

Djokovic, il governo australiano non ci sta: “Nessun trattamento speciale”

Djokovic, Australian Open

Non si placano le polemiche dopo l’esenzione medica concessa a Novak Djokovic. Dura reazione del governo australiano: “Dia prove sufficienti o torna a casa”

La decisione degli Australian Open di concedere un’esenzione medica a Novak Djokovic per consentirgli di partecipare al torneo ha scatenato sdegno e polemiche in tutto il mondo. In tanti, giornalisti o sportivi, hanno espresso il proprio disappunto per una decisione che rischia di creare dei precedenti pericolosi.

Durissima, invece, la reazione del governo australiano, che ha minacciato di rispedire il serbo a casa se questi non dovesse fornire prove sufficienti dell’esenzione medica. Queste le parole del primo ministro australiano Scott Morrison: “Stiamo aspettando spiegazioni e che ci fornisca prove a sostegno. Se queste prove sono insufficienti, allora non sarà trattato in modo diverso da nessun altro e tornerà a casa con il primo aereo. Non ci saranno regole speciali per Novak Djokovic”.

Prende posizione, anche se in maniera più distensiva, Craig Tiley, CEO di Tennis Australia: “Sarebbe utile se Djokovic spiegasse le condizioni in base alle quali ha chiesto e ottenuto un’esenzione. Lo incoraggio a parlare con la comunità”.

La decisione di far partecipare il serbo anche se non vaccinato non è andata giù neanche ad alcuni suoi colleghi. Il più polemico è stato Jamie Murray, fratello di Andy, che ha cosi risposto alla domanda di un giornalista: “Penso che se fossi stato io a non essere vaccinato non avrei ottenuto un’esenzione. Ma a lui è stato concesso il permesso di venire in Australia e competere.