Donne troppo lunatiche? Una risorsa



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Le donne troppo emotive sono un vantaggio per la società, vivono meglio. Uno studio conferma che è sbagliato reprimere le emozioni contrastanti femminili!

Le donne son spesso comandate e condannate dalla luna, dal sole e dalla pioggia, sono incostanti, isteriche e frustrate. La donna è un essere troppo emotivo. Piange al cinema, ai matrimoni, ai compleanni e anche davanti alle pubblicità di cibo per gatti. Le donne sono state rovinate da Amélie Poulain, da quella lì con gli occhioni grandi sul mondo e un paio di ciliege come orecchini. Le donne si rovinano con “Abito da sposa cercarsi” su RealTime, con le canzoni neomelodiche di Tiziano Ferro, perché si sa, che l’amico gay è più fedele del fidanzato e dell’amica di banco. Le donne insomma sono troppo sensibili, una caratteristica considerata da molti negativa e da sopprimere, ma che una psichiatra newyorkese invita al contrario, a considerare un punto di forza che solo le ragazze hanno.

Come racconta Julie Holland, la psichiatra newyorkese in questione, ha raccolto le sue teorie sui vantaggi dell’emotività femminile nel libro Moody Bitches: The Truth About the Drugs You’re Taking, the Sleep You’re Missing, the Sex You’re Not Having, and What’s Really Making You Crazy (Stronze lunatiche: tutta la verità sui farmaci che prendete, sul sonno che state perdendo, sul sesso che non praticate e su ciò che vi fa davvero diventare pazze)donne

Le donne credono che l’essere umorali sia un problema e una debolezza, mentre la nostra sensibilità e la nostra emotività sono un bene prezioso e non un disturbo che deve essere curato”, spiega la psichiatra. La Holland racconta nel suo libro che l’emotività rappresenta una risorsa che le rende più sensibili agli altri e più adattabili all’ambiente che le circonda. Basta pensare a quell’innata abilità empatica che permette alla donna di entrare subito in connessione con i propri figli, intuendone i bisogni prima che essi si manifestino.

La diversità delle donne è radicata nel cervello “Il cervello di una donna – spiega Holland – è diverso da quello di un uomo. È stato evolutivamente configurato per avere una maggior propensione alla comunicazione e al riconoscimento degli stati emotivi altrui”. La critica sorge soprattutto perché le donne, anziché vivere appieno la propria emotività, tendono a soffocare i propri stati d’animo perché considerati culturalmente inappropriati. Oggi, una donna su quattro fa uso di psicofarmaci, mentre gli uomini che ne fanno uso sono uno su sette. Questi farmaci sono sperimentati sugli uomini e venduti alle donne.

Ci hanno insegnato a chiedere scusa per le nostre lacrime, a sopprimere la nostra rabbia e a nascondere le nostre paure per non essere chiamate isteriche e per compiacere qualcun altro”, sottolinea Holland. Questo reprimere le proprie emozioni, secondo la psichiatra, innesca un circolo vizioso fatto di frustrazione, che spinge molte donne a ricorrere a soluzioni farmacologiche, quando invece basterebbe buttare tutto fuori.

Alla fine del libro, la Holland guida le proprie lettrici in un tour veloce sul “buon vivere”:

  1. Una “dieta buona”. Cosa che le poverelle vedono scritta in ogni dove, soprattutto sulle etichette dei jeans. Dovremmo leggere il libro della Holland per sapere quante volte a settimana è concessa una pizza con il kebab e la maionese. Ma molto probabilmente la psichiatra newyorkese, per “Buona Dieta” intende cibo buono e appagante: pasta, insalata, mele cotte e cioccolata, dolci con la crema, cannelloni con la ricotta, cotoletta, mozzarella e gelato alle tre di notte.
  2. Del “buon sesso”. Cosa che forse molte donne non hanno ancor capito come fare, perché troppo concentrate sulle smagliature, i “rotolini” e le “tette sballozzolanti”, o forse, semplicemente perché si ritrovano sono sotto le coperte con l’uomo dalla sindrome “ce l’ho qui la brioche“. La Holland non ha illustrato il kamasutra nel suo libro, per il sesso, buono, non c’è bisogno di nessun consiglio, l’importante è fare tutto ciò che passa dalla testa al pube, seguire l’istinto, i brividi sulla pelle e la posizione che abbiamo sognato l’altra notte.
  3. Del “buon esercizio fisico”. L’attività fisica è da sempre la miglior cura contro la depressione, risolleva gli animi, le spese e la cotta per il personal-trainer. “Uno-due-tre squat”, e a giugno tutte le donne si ritroveranno con il culo di Belen.
  4. In fine una “buona consapevolezza di sé”. L’essere semplicemente se stesse, senza farmaci, restrizioni, eroiche ed erotiche, essere bambine che imparano a perdonarsi. Tenere sempre accesa la scintilla, quella che ti fa lanciare una forchetta sulla faccia di Ridge quando per l’ennesima volta lascia Brooke.

Quello che le donne non dicono è che loro avranno sempre la testa snodata e i piedi ben piantati a terra, ma soprattutto le donne sono dolcemente complicate, sempre più emozionate e delicate. Le potrai trovare anche nelle sere tempestose e ti diranno ancora un altro “sì”.

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