Emilio Mola: l’intelligenza “social” e la critica a Salvini

Vinci Salvini a Firenze Montanari Libia Emilio Mola Russia
Screen dal video "Vinci Salvini"

Emilio Mola, con il suo post su Facebook, ha raggiunto un numero considerevole di interazioni. Il tutto parlando e criticando Salvini senza mai citarlo

Quel che si dice una strategia di comunicazione fatta ad hoc. Nella giornata di ieri, Emilio Mola ha pubblicato un post su Facebook. Oggetto della scrittura, naturalmente, è uno degli argomenti più significativi in Italia negli ultimi tempi, ovvero Salvini e le politiche sull’immigrazione. Il Ministro dell’Interno da oltre un anno crea molte divisioni nell’opinione pubblica italiana su questa vicenda e ad ogni sbarco si alimenta il dibattito. Ci sono numerosi discussioni sui social attorno a questo argomento. Il ragazzo, però, ieri, ha battuto tutti, adottando una strategia a dir poco significativa.

Naturalmente, Emilio Mola sa benissimo che al giorno d’oggi ogni minima iniziativa intrapresa da Matteo Salvini, ogni minimo post scritto a favore o contro di lui catalizza l’attenzione. E molte volte questi ultimi generano confronti aspri tra chi è a favore e chi è contro, spesso tramite commenti che vanno ben oltre il “politically correct“. In particolare, il post di Mola su Facebook ha catalizzato un numero davvero incredibile di reazioni, commenti e approvazioni (o disapprovazioni). Ha praticamente spodestato, per un giorno, il “Capitano” dal punto di vista social.

Il ragazzo, in passato, è stato menzionato anche da un pezzo grosso del giornalismo italiano, vale a dire Enrico Mentana, che gli ha riconosciuto di essere in grado di creare nuovi ambienti di discussione e di confronto politico. Una vera e propria investitura ufficiale per il social-man, che a questo punto diventa un avversario serio e preoccupante per il ministro dell’Interno.

Ma come ha creato, Mola, tutto questo trambusto generale attorno ad un unico post? Con una strategia comunicativa davvero molto semplice, ma enormemente efficace: parlare del leader della Lega senza mai nominarlo esplicitamente.

L’Innominato

Davvero sorprendente come Emilio Mola abbia contribuito a creare questo verosimile parallelismo tra un personaggio fondamentale dei Promessi Sposi di Manzoni e il ministro dell’Interno. Tutti quanti, infatti, hanno ben presente la vicenda riguardante l’Innominato. Un personaggio di cui si ha paura, che incute una logica ferrea e che addirittura specula sulla paura degli abitanti del posto per costruirsi un nome, ma di cui, di fatto, non si apprende mai il nome effettivo.

La logica di pensiero adottata da Emilio Mola è molto sottile. Lui si è semplicemente limitato a descrivere, in maniera molto accurata ma sintetizzata, tutti i fatti che hanno coinvolto la personalità più in voga nel Governo. Il tutto senza nominarla né darle alcun volto. Al resto, infatti, hanno pensato gli utenti della rete, che hanno commentato il post mostrando come avessero capito che si trattasse di Matteo Salvini. Certo, naturalmente la foto ha aiutato, ma è un fatto come tutti gli utenti siano riusciti a riconoscere subito il proprio ministro dell’Interno. Ed è qui che si innesca il gioco psicologico.

Sì, perché le caratteristiche elencate da Mola nel post sono tutto fuorché elogianti. E soprattutto, sono tantissime e lo connotano come elemento negativo della società. Ma il dato sorprendente è la quantità di persone che hanno risposto in accordo con il post, che sono quasi tre quarti dei commentanti. In pratica, la gente, “il popolo” di Facebook riconosce nel leader della Lega tutte le caratteristiche degradanti descritte nel post, caratteristiche che di certo non sono a vantaggio del ministro dell’Interno.

Insomma, da un punto di vista, sembra quasi che non sia la popolarità ad esser calata, quanto la visione degli italiani ad essersi “raddrizzata” drasticamente nei confronti del “Superman” della politica italiana. Il meccanismo per combatterlo, ormai, è ben chiaro: la viralità dei post, unito ad una visione reale (e quasi cruda) dell’Italia attuale dal punto di vista sociale.