15 Dicembre 2017 - 14:00

Ferrara, l’ex carcere diventa un museo

boldini

Inaugurato il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah nell’ex carcere di Ferrara

È stato aperto al pubblico ieri, 14 dicembre, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) nelle trentadue celle dell’ex carcere giudiziario della città di Ferrara.

Il progetto ferrarese, avviato nel 2010 e affidato a Studio Arco di Bologna e Studio SCAPE di Roma, prevede il recupero dell’area e la costituzione di un museo.

L’ex carcere è il secondo edificio, dopo la palazzina di via Piangipane, ad essere stato ristrutturato e convertito in una struttura culturalmente attiva.

La scelta non è stata casuale. Durante gli anni della violenza fascista, infatti, l’ex carcere è stato luogo di detenzione di antifascisti ed ebrei, alcuni dei quali crudelmente trucidati o deportati nei lager nazisti.

Ferrara ha deciso, di conseguenza, di promuovere l’iniziativa del MEIS per raccontare ai visitatori i due millenni di presenza degli Ebrei in Italia, anni di cultura, tradizione e dialogo.

Città aperta e tollerante quella di Ferrara che, nel corso della storia, si è mostrata accogliente nei confronti di tutte le minoranze diventate poi parte della comunità.

L’inaugurazione del museo è accompagnata dalla mostraEbrei, una storia italiana. I primi mille anni che, attraverso immagini, testi scritti e ricostruzioni, ripercorre l’Italia ebraica tramite un racconto curato da Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla.

Manoscritti, amuleti, sigilli, epigrafi di età romana e medievale sono elementi integranti della mostra. Di fondamentale importanza è, inoltre, lo spettacolo multimedialeCon gli occhi degli Ebrei Italiani” che ripercorre idealmente un viaggio da Gerusalemme a Roma tra distruzione, dispersione e successiva integrazione del popolo ebraico in tutta la penisola italiana.

La gestione del museo è affidata al Ministero per i Beni e le attività Culturali e del Turismo, al Comune di Ferrara, al CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) e all’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

L’ambizioso progetto sarà concluso nel 2020 con la ristrutturazione di altri tre edifici e la costituzione di un grande complesso museale.