sanremo 2021

Svelate le date ufficiali del Festival di Sanremo. In attesa di vedere se sarà possibile portare un pubblico in platea, solo l’ipotesi ha scatenato polemiche tra gli addetti ai lavoratori

Procedono i preparativi per il Festival di Sanremo. Infatti, la Rai ha da poco ribadito che ormai manca sempre di meno all’evento. Come ha spiegato Viale Mazzini in una nota, dopo un incontro tra i vertici Rai delle strutture coinvolte nell’organizzazione della kermesse e il direttore artistico Amadeus, alla presenza dell’ad Fabrizio Salini; è stato deciso che il Festival si terrà tra il 2 e 6 Marzo.

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Sempre nella nota, si legge che: “E’ stato discusso anche del Protocollo sanitario e organizzativo che sarà a breve sottoposto alle autorità competenti in modo da poter prevedere una presenza del pubblico nella platea del Teatro Ariston”.

Tuttavia, proprio quest’ultimo aspetto ha scatenato un’insurrezione tra i lavoratori del settore.

Il capo della Fimi, Enzo Mazza, ha dichiarato che “Tutto dovrebbe avvenire in streaming come accade oggi in qualsiasi altro evento, a partire dal festival del cinema di Berlino, che si tiene nella stessa settimana di Sanremo“. Ha poi aggiunto: “Sanremo non deve godere di extra-territorialità. Il resto del Paese non solo non capirebbe ma rimarrebbe negativamente colpito se venissero concesse deroghe solo per la necessità di accontentare esigenze economiche di Rai e del Comune di Sanremo“.

Un’altra voce di protesta è stata quella di Vicky Gitto. “Ipotizzare un Festival aperto al pubblico, ci suona come una nota stonata. Ritengo non ce ne sia bisogno. Il Festival è uno show televisivo, non teatrale, cui la presenza in platea di qualche centinaio di “privilegiati” non aggiunge nulla. Poi, che messaggio passerebbe a tutti gli italiani che stanno affrontando grandi sacrifici? Che musei, cinema, teatri e tutto l’indotto debbano diligentemente, come peraltro stanno facendo, starsene chiusi e invece il Festival di Sanremo»- ha così concluso il responsabile della Adci.

Adesso, non resta che aspettare la Rai, in attesa che vengano rese pubbliche le decisioni ufficiali.

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