Giorgia e le cover d’autore che rinascono nel suo connubio tra musica e voce

Giorgia

Un disco fatto da un’ascoltatrice e destinato ad ogni genere di ascoltatore. È questa la sintesi di “Pop heart”, l’ultimo lavoro di Giorgia dedicato alle cover d’autore nel ricordo di Mango e Pino Daniele

Esistono canzoni di interpreti maschili che a volte durante l’ascolto fanno sorgere una domanda spontanea del tipo: “ma se questa fosse stata incisa con la voce di una donna quale sarebbe stato il risultato?”
Senza andare troppo lontano nel tempo, uno degli esempi più emblematici in tal senso è quello de “Le tasche piene di sassi”, brano composto e portato al successo da Jovanotti nel 2015 e più recentemente scelto da Giorgia per fare da apertura alla tracklist del suo nuovo album intitolato “Pop heart” e pubblicato Io scorso 16 novembre.

Quindici tracce abilmente selezionate per costruire un disco di cover che già fin dalle prime battute risponde immediatamente con tono positivo alla domanda sopracitata, perché dal momento in cui si schiaccia play diventa evidente che, probabilmente dopo quella di Lorenzo Cherubini, nessun’altra incisione sarebbe stata più azzeccata.

L’atmosfera del brano presentato in questa nuova versione, infatti, diventa ancora più pacata e rilassante rispetto a quella originale e nel frangente iniziale essa è talmente intima da sembrare propensa a dare un avvio molto in sordina ad un progetto che in realtà abbraccia i generi e gli stili musicali più disparati.
Il risultato è la lieta sorpresa di avere a che fare con un vero e proprio caleidoscopio di melodie e sensazioni che, sviluppandosi a partire dalla riservatezza del primo pezzo, riesce a condurre l’ascoltatore su una sorta di sentiero che scorre morbido durante l’ascolto ed in cui le parole, i versi ed i repertori di artisti potenzialmente distanti come Vasco Rossi, Madonna, Pino Daniele o Rihanna si ritrovano uniti ed accomunati nell’unico fattore costante che è  la voce di Giorgia.

Chiara, pulita precisa e mai banale , essa costituisce il motore principale usato per ricoprire di una nuova veste i vari brani presenti in scaletta, i quali non accusano mai il peso degli innumerevoli virtuosismi ma che anzi creano un effetto nuovo, vellutato e privo di quel piattume in cui è facile cadere quando si lavora con le cover.

Quello di Giorgia è un disco fatto da un’ ascoltatrice e destinato agli ascoltatori…. di ogni genere musicale. Primi fra tutti i suoi colleghi “saccheggiati”, molti dei quali sono dislocati anche fisicamente all’interno delle varie produzioni. Non è un caso quindi se gli echi della voce di Eros Ramazzotti arricchiscono il finale di “Una storia importante”, costruita su di un arpeggio lucente e nuovo , mentre la stessa Giorgia prima si sostituisce a Carmen Consoli per duettare ne “Il conforto” con Tiziano Ferro, e poi asseconda ed amplifica gli acuti di Elisa quando la tracklist giunge  a gli “Ostacoli del cuore”.

Il resto del lavoro è interamente della Giorgia solitaria, che mostra tutta la sua abilità muovendosi tra le sonorità più disparate come il simil reggae di “Lei verrà”, che ricolora di vita l’omaggio in onore di Mango, oppure l’andamento da clubhouse de “I feel love” cui si somma quello puramente spensierato di “Sweet dreams”. E se anche Zucchero Fornaciari ha affermato “mi fido ciecamente che verrà bene anche se non la ascolto”, in riferimento alla scelta anomala di includere nel progetto la sua “Dune mosse”,  si comprende come non sia necessario trovare ulteriori motivazioni per ascoltare un disco dal cuore pop ed allo stesso tempo in grado di strizzare l’occhio ad altre mille sfumature musicali. Un po’ come fa la sua autrice, del resto.