Italia, le pagelle dei campioni d’Europa

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Diamo i voti ad un meraviglioso gruppo che c’ha permesso di festeggiare e riabbracciarci: Donnarumma da lode, Bonucci-Chiellini muro vivente

Tutti promossi ed in grande stile, un gruppo meraviglioso che c’ha fatto ritornare a gioire per l’Italia e con l’Italia. Dopo momenti difficili, complicati, umilianti, l’Europa si veste d’azzurro. Dalla saracinesca Donnarumma al muro Bonucci/Chiellini, per arrivare alla regia di Jorginho e agli strappi di Chiesa, vi proponiamo i voti ai nostri magnifici condottieri.

QUI LA CRONACA DEL MATCH

Le pagelle

MANCINI E IL SUO STAFF 10 E LODE – Prende un Italia in macerie e la ricostruisce portandola sul tetto d’Europa. Dà subito un’identità agli azzurri, come se fosse una squadra di club. Si fida dei giovani e crea un bel mix con i senatori. Semplicemente perfetto.

DONNARUMMA 10 E LODE – Questo Europeo c’ha confermato che è il portiere più forte del mondo e la cosa che ci fa ben sperare è che ci siano ancora margini di miglioramento. Si è fatto trovare pronto nei momenti decisivi, disinnescando le bombe rivali e ipnotizzando i rigoristi avversari. Da un Gigi all’altro, è sempre una garanzia.

SIRIGU 6 – Gioca solo una manciata di minuti per far presenza, ma le sue doti da mental coach aiutano Donnarumma. Il gruppo dell’Italia ha vinto anche per questo.

MERET SV

BONUCCI 8,5 – Un Europeo stratosferico che gli ha fatto ritrovare fiducia. Forma la coppia migliore del torneo con Chiellini e i due si esaltano a vicenda. Imposta, difende da vero leader e comanda la squadra nelle gare senza il capitano.

CHIELLINI 8,5 – La perfetta sintesi dell’Italia: lotta, amore, attaccamento alla maglia. A quasi 37 anni fa la differenza, insegnando il mestiere, da vero professore universitario. Certo ogni tanto la roccia si sgretola, ma in questo mese il muro ha retto. Commette solo un piccolo errore contro la Spagna, ma ogni tanto devono divertirsi anche gli altri.

SPINAZZOLA 8 – L’arma vincente dell’Italia nelle prime partite ed anche contro il Belgio. Crea sempre superiorità numerica sulla fascia, saltando l’uomo ed entrando anche dentro il campo. Il miglior terzino sinistro dell’Europeo fino al brutto infortunio, che gli nega la possibilità di giocarsi semifinale e finale.

DI LORENZO 7 – Sostituisce Florenzi a fine primo tempo contro la Turchia e si prende la titolarità. Affronta avversari scomodi come Doku e Sterling. Contro la Spagna gioca la sua miglior partita, galvanizzato dai compagni di squadra. Commette qualche errore dovuto all’inesperienza. Da Matera al tetto d’Europa.

TOLOI 6,5 – Rispetta i suoi compiti e non delude le aspettative di Mancini.

EMERSON 6,5 – La sua era una posizione molto complicata, come se un attore dovesse sostituire all’improvviso il protagonista di un film. Ha imparato a memoria il copione ed in finale non ha sbagliato quasi niente.

ACERBI 6,5 – Sostituisce per due partite Chiellini e contro l’Austria mette a segno anche l’assist decisivo. Pulito e aggressivo, come il resto della difesa.

FLORENZI 6 – Purtroppo il suo Europeo è condizionato dall’infortunio nella prima partita. Ma la sua voce si sente, sia in campo sia sul pullman. Fare gruppo è importante.

BASTONI 6 – Mancini gli regala la titolarità contro il Galles e lui risponde presente. Siamo in buoni piedi, per fortuna i difensori non ci mancano.

JORGINHO 9 – Totale. Un regista fenomenale, che ha preso in mano le chiavi del centrocampo prendendosi tutte le responsabilità. Potrebbe mandare il curriculum a Spielberg e Tarantino. Trova sempre le linee giuste ed è prezioso in fase difensiva. Una stagione da incorniciare per uno dei candidati al pallone d’oro.

VERRATTI 7,5 – Recupera e si riprende subito il posto da titolare. Il secondo palleggiatore dell’Italia: aiuta Jorginho quando è ingabbiato e conduce palla in mezzo al traffico. Un vigile dai piedi educati, pronto con uno schiocco di dita a fare una magia.

BARELLA 7 – Il suo temperamento e voglia di andare su tutti i palloni è prezioso. Contro il Belgio segna un gol capolavoro, mettendo in mostra grandi capacità tecniche oltre che fisiche. Nelle ultime due partite cala leggermente di intensità, ma il ragazzo non è un robot.

LOCATELLI 7 – La notte contro la Svizzera la ricorderà per tutta la sua vita. Prima un perfetto inserimento e poi un bolide mancino da fuori area, la partita perfetta. Non può nulla dopo il rientro di Verratti, ma si fa sempre trovare pronto a dare una mano.

PESSINA 7 – Non doveva neanche esserci ed invece termina il suo Europeo con ben due gol, uno dei quali molto importante per archiviare la pratica nel supplementare contro l’Austria.

CRISTANTE 6,5– Entrare in una finale non è da tutti. Lo ha fatto mettendoci corsa e fisico e propiziando anche il gol del pareggio degli azzurri.

CASTROVILLI SV

CHIESA 8,5 – Mancini lo tiene a riposo nelle prime due partite per poi farlo esplodere già contro il Galles, dove subito mette le cose in chiaro. Il ct non lo toglie più dall’undici titolare e fa bene. Strappa, difende, calcia di destro e di sinistro, dribbla costantemente. Quasi sempre il migliore in campo e i suoi due gol contro Austria e Spagna pesano più di qualsiasi altra cosa al mondo.

INSIGNE 7,5 – Il suo tiro ancora gira nella porta di Courtois. L’Europeo della consacrazione e della maturità. Il più tecnico, con la tecnica a servizio della squadra, un particolare notevole. Con Spinazzola fa vivere serate horror agli avversari, con Emerson un po’ meno, ma questo poco importa.

BERARDI 7 – Una media tra le prime due fantastiche partite e le restanti. Si deve arrendere allo strapotere di Chiesa ed accetta la panchina con grande umiltà.

IMMOBILE 6,5 – Sento già le vostre lamentele, ma calmatevi. I suoi movimenti sono fondamentali per la squadra e per i meccanismi. Vero, sbaglia molto, moltissimo, soprattutto nella fase ad eliminazione diretta. Ha messo a segno sempre due gol, sfiorando anche un capolavoro contro l’Austria. Perdonatelo.

BERNARDESCHI 6,5 – Non sente le critiche e gioca un buon Europeo, da jolly per l’Italia. Contro il Galles prende il palo su punizione. Segna entrambi i rigori con estrema freddezza, contro la Spagna spedendo il pallone all’incrocio, contro l’Inghilterra centrale. Deve ritrovare se stesso, ma gli attributi no.

BELOTTI 6+ – Quando c’è da lottare risponde presente. Vive in modo tranquillo la panchina, abbracciando per primo il suo “rivale” Immobile dopo i suoi gol. Come potevamo mai perdere questo Europeo?

RASPADORI SV

Antonio Salomone
Antonio Salomone, giovane ragazzo del 1997 che cerca di fare della sua passione un lavoro. Amante di tutto ciò che rotola, aspirante giornalista sportivo. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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Updated on 1 August 2021 - 16:06 16:06