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Foto: Twitter Lipsia

Uno-due decisivo della frecce d’attacco del Liverpool, ma a decidere il match sono soprattutto gli errori da matita rossa dei giocatori del Lipsia

Nell’inedita sfida della Puskas Arena di Budapest, il Liverpool scaccia i fantasmi di Premier e con una prova di spessore indirizza, forse definitivamente, il discorso qualificazione.

Il Lipsia è pimpante, soprattutto nelle fasi iniziali, e al quinto minuto è lo spagnolo Dani Olmo a sfiorare il gol, colpendo il palo.

Uno squillo a cui fa il pari l’incursione del solito Momo Salah, stoppato sul più bello dall’uscita determinante dell’ex di giornata, Peter Gulacsi.

Nel secondo tempo il suicidio sportivo del Lipsia spiana la strada ai Reds: la sagra degli errori inizia al 53′ quando un retropassaggio folle di Sabitzer regala la passerella a Salah che solo davanti al portiere non sbaglia ancora.

Il 2 a 0, invece, è un regalo enorme di Mukiele: il difensore francese scivola e lancia Mané ancora una volta solo al cospetto di Gulacsi. Il tocco di destro è solo una formalità.

Il doppio colpo stende la squadra Red Bull che, nonostante una buona vena in fase di palleggio e costruzione, impensierisce poco la retroguardia inglese. Il più pericolo tra i “padroni di casa” è Angelino, ma i suoi tentativi non rendono giustizia alla grazia del suo piede mancino.

All’ultimo respiro Hwang ha la palla che potrebbe riaprire il discorso qualificazione, ma lo scavetto di destro è impreciso.

Vittoria fondamentale per il Liverpool che mette un piede, e forse qualcosa in più, ai quarti di finale di Champions League: torna a respirare Jurgen Klopp.