Beppe grillo, Di Maio Movimento 5 Stelle
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Il M5S: tra addii e separazioni, riappare Grillo con un no deciso alla patrimoniale. Gli Stati Generali chiudono o inaugurano una nuova fase del Movimento?

“La gestione del M5s da parte dei vertici è stata a mio giudizio disastrosa. Abbiamo svenduto un po’ d’anima ogni giorno. Sono tante, troppe le ragioni e le dinamiche che mi hanno portato a questa scelta, ormai inevitabile. Da ultimo, certo, ha influito anche l’apertura di un procedimento disciplinare nei miei confronti da parte dei probiviri, per via della mia posizione sul recente referendum costituzionale.” Queste le parole della deputata Elisa Siragusa, prima di defilarsi definitivamente dal Movimento. Siragusa non è l’unica ad aver dichiarato forfait. Altri quattro europarlamentari, tra cui Ignazio Corrao, Piernicola Pediconi, Eleonora Evi e Rosa D’Amato, si sono uniti al coro degli abbandoni.

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Delusione per un movimento che “ha svenduto un po’ d’anima ogni giorno“, un malumore generale che ha coinvolto diverse voci del gruppo, a pochi giorni dalla pubblicazione del documento degli Stati Generali.

Punti deboli

Il M5S ora punta su una nuova fase, ripulita e rinnovata, puntando il tutto e per tutto su un organo collegiale e con alleanze possibili sì, ma in caso di necessità. Eppure il documento degli Stati Generali non convince e non convince proprio dall’interno, non riuscendo a ricucirne i malumori e i dissensi. Tra le accuse al Movimento ci sarebbe la poca vicinanza ai temi dei Verdi, tema particolarmente caro ai quattro europarlamentari in uscita: “Con l’addio al M5S, I quattro europarlamentari rinnovano il proprio impegno a favore delle battaglie di cui sono stati portavoce in questi anni, mettendo al primo posto la difesa del pianeta e la tutela della salute dei cittadini.

Pendicini ha poi sottolineato che la decisione “è stata resa necessaria. L’operato all’interno del Movimento oggi diverge dalle aspirazioni originarie del Movimento.”

Il ritorno in scena

Tra strazianti addi e dissensi, ritorna tonante la voce del cofondatore Grillo, deciso sulla questione MES: Uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile.”
Grillo si accoda alla proposta avanzata da ilfattoquotidiano.it. In essa, si avanza l’idea di chiedere ai 3mila italiani che rientrano nella categoria dei super ricchi un contributo. Bisogna sostenere le categorie dei lavoratori autonomi, maggiormente colpiti dall’emergenza.

La confusione è tanta e le idee poco chiare. L’unica cosa certa è che il Movimento avrà bisogno di una ricarica non da poco. Con qualche membro in meno e alcuni sotto accusa per conflitto d’interessi, il 2021 potrebbe essere l’inizio o la fine di un Movimento che appare già cambiato e anche da molto.

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