Malika Ayane: “Ho collaborato con Colapesce e DiMartino prima che piacessero a tutti”

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Nel nuovo album di Malika Ayane, “Malifesto”, c’è anche un pezzo scritto con i vincitori morali di Sanremo 2021. Lei: “Le mode passano, i dischi restano”

Esce venerdì 26 Marzo 2021 su etichetta Sugar Music, “Malifesto”, il nuovo album di Malika Ayane, pubblicato a margine della sua ultima apparizione sanremese. Nel disco, undici tracce prodotte da Antonio Filippelli e Daniel Bestonzo, trova spazio anche “Telefonami”, scritta dalla stessa Malika con Colapesce e DiMartino, reduci dal successo festivaliero con la già disco di platino Musica Leggerissima.

“La nostra collaborazione è nata prima che Colapesce e DiMartino piacessero a tutti”, ha asserito un’entusiasta e inaspettatamente ironica Malika Ayane questa mattina in conferenza stampa, “Da parte loro mi sono arrivate due canzoni. Una l’ho adorata, ma è risultata per me incantabile. E poi c’è Telefonami che mi ha colpito subito per musica e contenuto (…) E’ una canzone pop, senza esserlo troppo. Con Pacifico (autore che torna a più riprese nella discografia di Malika), abbiamo riadattato alcune parti del testo”.

Il sentimento preponderante in Telefonami è senz’altro la nostalgia, la quale però – a ben vedere – è solo uno degli stati d’animo che suonano in Malifesto, sesta prova discografica della Ayane, tornata a registrare in Italia dopo il“ dittico berlinese” di Naif (2015) e Domino (2018): “In fondo Malifesto è proprio questo: una raccolta di istanti vissuti e delle emozioni che ad ognuno di noi questi istanti hanno suscitato”, ha spiegato Malika.

E ancora: “Proprio per questo è stato importante lavorare con una molteplicità di autori: attorno ad un sentimento, ognuno ha portato la propria esperienza, io con la mia voce ne sono solo un amplificatore”.

A proposito di autori, accanto a coloro che ormai con Malika fanno squadra da anni (il già citato Pacifico, Alessandra Flora e Rocco Rampino, tra gli altri), spicca anche Leo Pari, che per e assieme alla voce di Come Foglie, ha scritto “Cosa Sarà”. In un “album del presente” che prende dai suoi predecessori “la capacità di vivere visceralmente ogni cosa ma anche quella di restare ad osservare quando serve”, è questo un brano particolare perché è l’unico declinato  al futuro, sin dal titolo: “Questa canzone parla di come gli esseri umani si rapportano all’incertezza, Nel tempo io ho capito che il nostro futuro, per quanto intangibile, dipende dalla qualità del nostro presente, dalle relazioni che siamo in grado di instaurare con gli altri e forse anche con noi stessi”.

Come sta dunque Malika Ayane, oggi che l’incertezza regna sovrana e che le relazioni sono considerate alla stregua di un pericolo mortale?

La risposta è un manuale di autostima: “Attraverso, come tutti, più stati d’animo in una sola giornata. I momenti in cui mi sento fragilissima e piccolissima ci sono ma poi mi ricordo che, prima come donna che come artista, ho delle responsabilità: devo tenermi insieme per coloro che attraverso di me trovano lo slancio per tenersi insieme. E’ anche giusto che io dica che i momenti difficili esistono perché chi mi ascolta non si senta sbagliato quando è giù (…) La positività si esercita col tempo, è una scelta che fai ogni giorno. E la mia speranza è che sia contagiosa, come uno sbadiglio o una risata”.

E quando qualcuno le chiede cosa le abbia insegnato questo “eterno presente” in cui stiamo vivendo, Malika non ha dubbi: “Oggi sono più consapevole e anche musicalmente sono tornata all’essenzialità: mi approccio a questo mestiere come quando da ragazza dovevo farmi ascoltare a tutti i costi. Il mio disco risulterà troppo sofisticato? Pazienza. Inseguire l’attualità in musica non ha senso, perché l’attualità cambia. Quando noi ce ne andremo, i nostri dischi resteranno: è per questo che è importante fare ciò che ci sentiamo, per lasciare qualcosa che ci somigli il più possibile”.

Nella tracklist di “Malifesto”, un disco nato da un profondo sostrato cinematografico, (“Ho associato ad ogni canzone la scena di un film, in particolare guardando al cinema francese degli Anni Sessanta”) trova posto anche “Ti Piaci Così”, che Malika Ayane ha presentato all’ultimo Festival di Sanremo:

“Io sogno spesso che dobbiamo ancora farlo”, sorride Malika, “L’altra notte, per esempio, ho sognato che non avevo più i miei vestiti. Ero disperata perché non sapevo cosa mettermi (…) Sì, credo che tutti avremo bisogno di molto tempo per metabolizzarlo”.

Riccardo Manfredelli
Lucano, laureato presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 10 Agosto 2020; Mi piace più ascoltare che parlare, più fare che mostrare. Nutro una passione smodata per tutto ciò che è Pop, per tutto ciò che è spettacolo. Su Zon.it scrivo principalmente di Cinema e Tv.

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Updated on 27 July 2021 - 02:57 02:57