20 Novembre 2017 - 09:52

Papa Francesco indice la Giornata mondiale della Povertà

indulgenza

La Giornata mondiale della Povertà: dopo il giubileo la carità continua

Dalla lettera apostolica Misericordia et misera ha luogo Giornata mondiale della Povertà:

“Alla luce del Giubileo delle persone socialmente escluse, mentre in tutte le cattedrali e nei santuari del mondo si chiudevano le Porte della Misericordia, ho intuito che, come ulteriore segno concreto di questo Anno Santo straordinario, si debba celebrare in tutta la Chiesa, nella ricorrenza della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, la Giornata mondiale dei poveri” scrive Francesco a conclusione della lettera apostolica.

Domenica 19 novembre si è celebrata per la prima volta la Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo.

Il “logo” della Giornata è una porta aperta e sul ciglio due persone, mani tese che si incontrano offrendosi qualcosa.

Tutte le diocesi del mondo si sono organizzate per ospitare questa manifestazione fortemente voluta da Papa Francesco.

Ieri mattina in piazza San Pietro, insieme a Papa Francesco, i protagonisti sono stati gli ultimi, gli scartati, gli uomini e le donne che incarnano i mille volti della povertà. Nell’omelia di ieri mattina Papa Francesco ha detto  “L’omissione è il grande peccato nei confronti dei poveri. Qui assume un nome preciso: indifferenza”.

Ha poi spiegato: “E’ dire: Non mi riguarda, non è affar mio, è colpa della società. È girarsi dall’altra parte quando il fratello è nel bisogno, è cambiare canale appena una questione seria ci infastidisce, è anche sdegnarsi di fronte al male senza far nulla. Dio, però, non ci chiederà se avremo avuto giusto sdegno, ma se avremo fatto del bene”.

“Ma non fare nulla di male non basta perché Dio non è un controllore in cerca di biglietti non timbrati, è un Padre alla ricerca di figli, cui affidare i suoi beni e i suoi progetti. Ed è triste quando il Padre dell’amore non riceve una risposta generosa di amore dai figli, che si limitano a rispettare le regole, ad adempiere i comandamenti, come salariati nella casa del Padre”

Al termine dell’Angelus il Papa nell’Aula Paolo VI ha preso parte ad un pranzo festivo con i bisognosi, meno abbienti e poveri accompagnati dal personale delle associazioni di volontariato di tutto il mondo.