Peperoncino, il piccante che protegge il cuore



peperoncino

Un recente studio condotto in Cina, sostiene che chi utilizza il peperoncino riduce il consumo del sale e protegge il cuore

Il peperoncino è probabilmente una delle spezie più utilizzate al mondo. Dall’America latina, all’Europa fino ai paesi mediorientali, il frutto rosso è un must in cucina. Le sue caratteristiche non si limitano soltanto a conferire piccantezza agli alimenti, ma garantiscono tantissimi benefici all’organismo.

Appartenente al genere Capsicum, il peperoncino fa parte della stessa famiglia delle patate e dei pomodori (Solanaceae). Esistono numerose specie di peperoncini, più o meno piccanti. Ricordiamo ad esempio la specie Capsicum anuum, che è probabilmente la più coltivata al mondo.  Comprende infatti, il peperone dolce, il peperoncino italiano, quello di Cayenna e il famoso jalapeño sudamericano. Il frutto, chiamato bacca, è cavo e all’interno accoglie i semi.

Principi nutritivi e proprietà

Il peperoncino è molto ricco di vitamina C, nota per le sue proprietà antiossidanti e per tanti altri benefici che ha sull’organismo. È inoltre ricco di una molecola chiamata capsaicina che, applicata sulla pelle, produce arrossamento e bruciore (effetto rubefacente) e successivamente un’anestesia locale, perché interrompe la trasmissione nervosa del dolore. Questa proprietà la rende molto sfruttata per la preparazione di prodotti per il trattamento di dolori di origine neurologica e per i dolori reumatici.

Un recente studio condotto in Cina ha però attribuito al peperoncino una nuova proprietà. I risultati della ricerca pubblicata su Hypertension, condotta dalla Third Military Medical University di Chongqing su 606 adulti cinesi, rivela che chi utilizza peperoncino nella dieta diminuisce drasticamente il consumo di sale a tavola. Per questo, in tali soggetti la pressione sanguigna è minore e il cuore è più in salute. La spiegazione è arrivata utilizzando le tecniche di imaging ed è stato riscontrato che l’assunzione di peperoncino stimola le stesse aree del cervello (l’insula e la corteccia orbito-frontale). L’effetto è che aumenta la sensibilità verso il sale e, quindi, se ne consuma di meno.

Zhiming Zhu, autore della ricerca, consiglia dunque l’utilizzo nella dieta delle spezie, in modo da diminuire il consumo di sale e preservare la salute del nostro cuore.

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