Pizza, candidata a Patrimonio dell’Umanità Unesco



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Antica Pizza Margherita di Gino Sorbillo - Photo Pietro Avallone

L’Italia candida ufficialmente la pizza nella “Lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”. Ora la parola alla Commissione Internazionale di Parigi, che entro Maggio 2017 si pronuncerà

 “L’arte dei pizzaiuoli napoletani”, e quindi con essa la Pizza, è stata candidata ufficialmente nella “Lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”. Unica nomination italiana.

Lo ha deciso all’unanimità la Commissione nazionale italiana per l’Unesco, su proposta del Ministero dell’Agricoltura e di concerto con il sostegno dei Ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, degli Esteri e dell’Università. La candidatura, tanto attesa ma non scontata, si è materializzata poiché è stata riconosciuta alla Pizza la peculiarità di rappresentare l’Italia nel Mondo. Sulla  strada giusta, sfruttando l’eco dell’ Expo 2015, per valorizzare il Made in Italy.

Un risultato straordinario, raggiunto con il supporto della Coldiretti e con una mobilitazione tradottasi sino ad oggi in 850.000 firme a sostegno di detta candidatura. Per il 14 Marzo si punta al traguardo del milione di firme. Infatti in tal data il dossier sarà consegnato alla Commissione Internazionale, con sede a Parigi, che valuterà l’ingresso della Pizza nella “Lista Unesco”. Un iter lungo ed articolato che coinvolgerà circa 200 nazioni. Per Maggio 2017 il responso.

Cibo semplice,  creato da un impasto omogeneo di acqua e farina, con sale e lievito. Da sempre identificato come pasto delle classi più svantaggiate, con i decenni la Pizza è riuscita, inconsciamente, nel livellamento sociale dei palati.  Ha conquistato proprio tutti, dal Presidente della Repubblica al mendicante, persino il Papa. Nelle pizzerie – di Napoli – si siedono dall’imprenditore allo studente, dalla star o soubrette alla casalinga, dai nonni ai bambini: dunque eterogeneità degli avventori, senza distinguo di classe ed età. La medesima affermazione che Warhol notava nella Coca Cola. Con la grande differenza che questo disco di farina e acqua, animato dal fuoco, è molto più di una formula chimica, caratterizzandosi anche per la sua artigianalità.

Difatti la Pizza rappresenta la massima espressione dell’identità del popolo napoletano. E’ tradizione, storia, cultura, geografia, civiltà. Dunque qualcosa di più di una semplice pietanza. Un’arte quella dei pizzaiuoli napoletani che si tramanda dalla fine dell’Ottocento, con una sua evoluzione, ma senza stravolgimenti.

Per Jean Noel Schifano, scrittore ed intellettuale francese, e convinto meridionalista “La pizza è la Messa dei napoletani nella quale la mozzarella, bianca e candida, proprio come i panni stesi nei vicoli ed agitati dal vento, ne rappresenta il momento più alto: l’Eucaristia. Essa costituisce nutrimento materiale e spirituale oltre ad essere lo specchio fedele dell’animo di questa città: semplice e autentica”. Un pensiero autentico e denso di significati.

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