4 Dicembre 2017 - 14:43

Referendum costituzionale: la situazione un anno dopo

Referendum

Un anno fa si votava per il referendum costituzionale che prevedeva la riforma Renzi-Boschi, e i risultati non hanno dato ragione al segretario del Partito Democratico. Ma ad oggi come siamo messi?

Sulla riforma costituzionale, scritta insieme a Maria Elena Boschi, Matteo Renzi aveva scommesso quasi tutto. Ed era talmente tanto fiducioso di riuscire, che non si era nemmeno preoccupato dell’eventuale bocciatura. Non l’aveva presa in considerazione.
Ma non è andata come sperava, il referendum non è andato a buon fine. E ad oggi rimangono molti nodi irrisolti.

Parlando ad RTL, il segretario del Partito Democratico ammette: “Per me quel referendum era giusto, poi ho perso e hanno avuto ragione gli italiani. Molti di quelli che erano amici perché ero premier mi hanno voltato le spalle, ma altri sono rimasti. Non volevo continuare, mi sono rimesso in gioco perché migliaia di persone mi hanno detto che non potevo fare un atto di egoismo. Quindi senza indennità, vitalizi o immunità, lavorando nel privato mi sono rimesso in gioco. È una storia semplice e chiara senza eroismi che mi piacerebbe avesse il rispetto degli avversari.

È incredibile, però, come tutto ciò che era stato pronosticato nella riforma (l’abolizione delle province, l’iscrizione all’ANPAL dei centri d’impiego pubblici, l’abolizione del CNEL) sia rimasto in stasi, trascurato in nome di altre riforme di ben poco conto, come il bonus bebè e l’abolizione del reato di depistaggio.

Persa la battaglia, il Governo si è adagiato, anche per le continue scissioni di una sinistra che ormai non ha più un capo preciso e dell’ascesa della destra in particolare, legittimata dai risultati delle elezioni regionali dello scorso 5 Novembre.

Un anno fa sarebbe potuta essere la nascita della Terza Repubblica, ma tutto si sta trasformando in un revival della Prima.