20 Dicembre 2017 - 10:24

Roma: il Portico di Ottavia è stato restituito alla città

portico di ottavia

Il Portico di Ottavia, complesso monumentale nel ghetto di Roma, è stato restaurato. Dopo ben 14 anni è stato restituito alla città

Il Portico di Ottavia, luogo simbolo del ghetto ebraico, torna a splendere a Roma, dopo 14 anni di ponteggi e restauri. Come ha sottolineato il soprintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, il complesso monumentale rappresenta anche “uno dei cuori di Roma antica”.

L’intervento è stato portato a termine grazie a tecnologie di ultima generazione. Inoltre, ha contribuito molto anche la passione di un team di archeologi, architetti e ingegneri. Il restauro è stato particolarmente delicato. Ad esempio, si sono presentate problematiche di staticità, aggravatesi negli ultimi anni, che minavano l’equilibrio del quadriportico. Il progetto di recupero è stato realizzato in tre fasi. Questo, ha riguardato il consolidamento della struttura, ma anche il restauro degli intonaci e degli affreschi. Il lavoro sarà completato nel 2018, con altri piccoli interventi di restauro. Inoltre, saranno inserite delle sonde in una colonna per monitorare eventuali movimenti nei prossimi due anni.

La storia del Portico

Il Portico ha sempre avuto una storia tormentata. Infatti, già pochi anni dopo la sua costruzione fu funestato da incendi e terremoti. Il complesso monumentale porta il nome di Ottavia, sorella dell’imperatore Augusto. In età romana, il monumento fu quello che oggi definiremmo un prestigioso centro polifunzionale. Infatti, nel recinto delle sue colonne erano racchiusi i templi di Giunone Regina e Giove Stratore. C’erano, inoltre, delle biblioteche e un grande ambiente per le pubbliche riunioni. Gli spazi esterni potevano essere paragonati a un museo a cielo aperto”. Qui, c’era una gran quantità di opere d’arte, tra cui spiccavano le 24 statue bronzee della Turma Alexandri, dello scultore Lisippo.

Più tardi, il quadriportico ospitò il mercato del pesce. Questa tradizione è continuata nei secoli. Addirittura, nell’Ottocento il Portico di Ottavia era noto semplicemente come “la Pescheria”, principale mercato ittico dell’Urbe. Intanto, nel XVI secolo l’area circostante era stata occupata dal Claustro degli Ebrei, il Ghetto di Roma. Invece, mentre fin nell’VIII secolo sorse la bella di chiesa di “Sant’Angelo in Pescheria”, oggi parte integrante del complesso monumentale.