Ronaldinho smette: il brasiliano appende gli scarpini al chiodo

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Fonte foto: Instagram Ronaldinho

Un altro illustre personaggio del pallone dice basta: Ronaldinho a 37 anni decide di chiudere il suo capitolo calcistico. Nella carriera del Gaucho, su tutti, Psg, Barça e Milan

Ronaldo de Assis Moreira, meglio conosciuto come Ronaldinho, smette di giocare. L’annuncio è arrivato ieri, con il Gaucho che ha aveva disputato la sua ultima avventura calcistica nel 2015 con il Flamengo. Ma da 3 anni non ha militato con nessun’altra squadra e ha così chiuso la sua favola calcistica.

Ronaldinho è arrivato in Europa dal Gremio nel 2001, ma poteva farlo ben prima con suo fratello nel lontano 1988, quando il Torino chiese (senza successo) Roberto De Assis al club carioca. Invece sbarcò in Francia, 13 anni dopo, sotto la Tour Eiffel. Ma quegli anni al PSG furono senza gloria, anche se su quell’astro nascente brasiliano si avventarono i top club europei. Per R10 ci fu la soddisfazione di vincere il Mondiale nel 2002 con il Brasile.

Consacrazione nel Barça: Pallone d’Oro e vincitore di tutto

Nel 2003 sbarca in Spagna, al Barcellona per 30 milioni di euro. Il Gaucho arrivò al Camp Nou dopo che il Real Madrid aveva preso David Beckham dal Manchester United, soffiandolo proprio ai blaugrana. Qui il 10 si consacrò sia a livello di club, che individuale: Fifa World Player of the Year (2004), Pallone d’Oro (2006), Champions League (2006) e Liga (2006). Vinse tutto, o quasi: solo la finale della Coppa Intercontinentale (2006) venne persa contro i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre.

Oltre ai trofei personali, anche giocate e momenti da ricordare. Come il gol segnato contro il Real Madrid al Bernabeu, che scatenò la standing ovation di tutto lo stadio. Oppure la rovesciata al Camp Nou contro il Villarreal, che fece venire giù il pubblico.

Momenti che contrastano con il successivo declino del brasiliano (complice anche l’esplosione di un certo Lionel Messi) che nel 2008 chiuse la sua avventura al Barcellona.

Gli anni al Milan: il Golden Foot e poco altro

Ronaldinho arrivò al Milan con l’intento dei rossoneri di mettere paura ai cugini nerazzurri. E proprio nel Derby della Madonnina, il Gaucho siglò il primo gol rossonero: fu decisivo, finì 1-0.

Ma la sua avventura a San Siro non fu particolarmente fortunata: molti alti e bassi, pochi momenti da ricordare. Come l’unica tripletta in maglia rossonera, siglata nella stagione 2009/10 (Milan-Siena 4-0). Con il club non vinse nulla, ma nel corso di quella stagione, Ronaldinho vinse il Golden Foot. L’arrivo di Allegri nella stagione successiva, unito a quello di Ibrahimovic, tagliarono fuori Dinho dal progetto e fu costretto a lasciare il Milan.

Da qui, il Gaucho inizia a tramontare nella sua carriera: torna in Brasile e disputa alcune stagioni tra Flamengo, Atletico Mineiro e l’ultima con la Fluminense, suo ultimo club. In mezzo, anche un’avventura in Messico con il Queretaro.

Adesso Dinho diventa grande e, dopo 205 gol e tantissime magie, abbandona il calcio: l’ennesimo protagonista che dice basta con il gioco più bello del mondo…