27 Marzo 2026 - 12:07

Ruggi di Salerno, impiantato per la prima volta il pacemaker Micra AV2

Intervento innovativo all’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona: il dispositivo senza fili segna un passo avanti nella cardiostimolazione.

Importante traguardo per la sanità campana: presso l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è stato impiantato, per la prima volta, il pacemaker senza fili di ultima generazione Micra AV2.

L’intervento è stato eseguito nei giorni scorsi presso il Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, nell’ambito delle attività dell’UOSD di Elettrofisiologia e Aritmologia, che da anni rappresenta un punto di riferimento per questo tipo di procedure.

Un dispositivo innovativo

Il Micra AV2 è un pacemaker di nuova concezione, caratterizzato da dimensioni estremamente ridotte – circa dieci volte più piccolo rispetto a un dispositivo tradizionale – e dall’assenza di fili, con impianto diretto all’interno del cuore.

Tra le principali innovazioni, la capacità di garantire la sincronizzazione tra atrio e ventricolo anche a frequenze cardiache elevate, rendendolo adatto anche a pazienti più giovani e ampliando le possibilità terapeutiche.

Minori rischi e più sicurezza

L’assenza di tasche sottocutanee e di elettrocateteri consente di ridurre in modo significativo le complicanze, in particolare quelle di natura infettiva.

L’intervento rappresenta quindi un importante passo avanti nell’offerta di cure sempre più sicure, efficaci e meno invasive.

I numeri del reparto

L’impianto è stato eseguito dai dottori Gennaro Vitulano, Nertil Kola e Roberto Annunziata, che operano in una struttura altamente specializzata.

Nel solo 2025, l’unità ha registrato circa 1500 procedure di elettrofisiologia e oltre 4500 controlli ambulatoriali, confermando un’elevata attività clinica.

Un primato per la Campania

Secondo quanto emerso da ulteriori verifiche, il Micra AV2 è stato utilizzato per la prima volta non solo in un centro pubblico campano, ma anche a livello complessivo sul territorio regionale.

Un risultato che rafforza il ruolo del Ruggi come centro di eccellenza nella cardiologia e nell’innovazione sanitaria.