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Rummenigge descrive il calcio di oggi privo di ragione. La colpa è dell’enorme quantità di soldi che vi circolano, ma il Covid può aiutare

Karl-Heinz Rummenigge è il CEO e leggenda del Bayern Monaco, oltre che della Nazionale tedesca. L’ex attaccante teutonico ha operato un confronto tra il calcio di oggi e il calcio del recente passato di cui è stato protagonista. La tesi di Rummenigge è che nel calcio di oggi circolino troppi soldi, e per tale ragione lo sport in questione avrebbe perso la regione. In particolare in seguito alle operazioni di mercato che hanno avuto protagonisti Mbappè e Neymar. Secondo il dirigente del Bayern Monaco, però, l’avvento del Covid e la conseguente crisi economica potrebbero rappresentare l’occasione per riportare gli stipendi dei calciatori a cifre più ragionevoli. Proprio come nel calcio di cui era protagonista Rummenigge.

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Queste le sue parole riportate da La Repubblica: “Il calciomercato ha visto un calo del 50% l’estate scorsa e lo sarà ancora di più a gennaio, nella finestra invernale del 2021, ma questa è una buona notizia per il calcio. Prima dell’arrivo del Covid il calcio aveva perso la ragione. C’è stata un’inflazione galoppante dopo gli acquisti di Neymar e Mbappé da parte del PSG. Ma non solo loro. Era una ascesa incredibile, da inizio anni 2000 ad oggi è stato un qualcosa di incredibile, per non parlare degli ingaggi ai giocatori. E’ un bene che sia finita, bisogna riportare i salari a un livello più ragionevole, come era ai miei tempi. Si, guadagnavamo molto rispetto alla gente comune ma non a questi livelli”.

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