Salvini, la Diciotti e la tenuta del governo



palazzo chigi Governo m5s

Salvini alle prese con la decisione della Giunta per le autorizzazioni. La decisione del M5S potrebbe determinare il futuro politico ed elettorale del Paese

Dopo la richiesta del Tribunale dei Ministri su Salvini per il caso Diciotti è scoppiato ufficialmente il toto governo.

Con la decisione della Giunta per le autorizzazioni, il rapporto tra Lega e M5S potrebbe cambiare improvvisamente. Infatti, al di là dell’esito finale della discussione, a rimetterci saranno tanto l’ambito prettamente politico quanto quello elettorale.

Entrambi i punti, chiaramente, si legano a quella che sarà la decisione dei pentastellati che, dopo tante scelte prese per accontentare l’alleato di governo, si trovano a dover stabilire il proprio destino e quello dell’esecutivo.

Tutto ciò scaturisce dai due momenti cruciali della vicenda – l’intervista al Corriere della Sera di Salvini e la memoria di Conte, Di Maio Toninelli alla Giunta per le autorizzazioni- con un futuro praticamente scritto in ogni caso.

Qualora il M5S decidesse di votare no, le conseguenze politiche sarebbero fin troppo scontate. Andando contro i propri principi di base, i pentastellati vedrebbero erodere ancor di più l’elettorato attivo – a favore di tutta la vecchia nomenclatura – e darebbero carta bianca ad avversari e fuoriusciti nell’evidenziare il fatto.

In caso di , invece, lo scenario potrebbe leggermente cambiare. Pur rafforzando i valori fondanti, il movimento metterebbe a serio rischio la tenuta dell’esecutivo con la possibilità di differenti assetti da qui a pochi mesi. Difatti, ad una ripresa(elettorale) alle Elezioni Europee, potrebbe facilmente accodarsi una forte crisi di governo che porterebbe, quasi sicuramente, a nuove elezioni.

Questo dato, non del tutto improponibile, trova le sue basi nella voce grossa fatta dalla Lega e da Salvini in questi mesi che non solo ha imposto un determinato tipo di visione alla controparte maggioritaria ma ha anche stabilito una specifica (e neanche tanto apparente) gerarchia di governo in cui gli ex padani sembrano – al contrario della realtà – il vero partito di maggioranza relativa nel Paese.

Un ultimo scenario è quello dell’astensione, dove a perderne sarebbero tutti – sotto qualunque punto di vista – ed a trionfare sarebbe solo ed esclusivamente l’indifferenza.

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