Salvini: presidenza delle Camere vada a Lega e Cinque Stelle

salvini Pensioni d'oro

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha rivendicato i presidenti di Camera e Senato per Lega e Cinque Stelle, intervenendo alla scuola politica del partito

Matteo Salvini torna a parlare di elezioni, maggioranze e Parlamento. Alla scuola politica della Lega Nord, infatti, ha affermato che la presidenza di Camera e Senato spetta alle due forze uscite vincitrici dalle elezioni, ovvero Lega e Movimento 5 Stelle. Penso che fare il contrario di quello che gli italiani hanno scelto la settimana scorsa sarebbe una follia, e ci sono due forze politiche che hanno vinto le elezioni, non è difficile capire con chi si ragionerà“, avrebbe infatti affermato il leader del Carroccio.

Certo questa presa di posizione non cozza con la legittimità formale costituzionale né con esemi precedenti di figure scelte alla presidenza dei due rami del Parlamento. Più complessa, invece, la situazione del centrodestra: essendo esso la maggioranza più votata, ed avendo al suo interno Forza Italia, di peso quasi pari alla Lega, non è detto che Berlusconi non chieda maggiore considerazione per il suo partito.

Per quanto riguarda alleanze e governi, Salvini insiste sul suo premierato: “Farò tutto quello che è umanamente possibile per rispettare il mandato che gli italiani ci hanno dato, ovvero di andare a fare il presidente del Consiglio, ma senza scendere a patti e rinnegare la nostra Bibbia che è il programma“.

Parlando di eventuali alleanze di governo per risolvere lo stallo in Parlamento, però, Salvini non scioglie il nodo di come costituire una maggioranza: “Ho letto ipotesi astruse di governissimi, di governini, di passi di lato – ha aggiunto -. C’è un programma scelto dagli italiani“.

Sembra quindi relativamente facile un accordo in Parlamento sui presidenti di Camera e Senato, ma continua a essere molto difficile immaginare la maggioranza di governo, considerando che i due partiti maggiori, Lega e M5S, con molte affinità di programma, non hanno ancora sciolto le riserve su una loro alleanza.