Sequestro alcolici Sant’Egidio del Monte Albino: maxi operazione
Sequestro alcolici Sant’Egidio del Monte Albino: maxi operazione della Guardia di Finanza
Sequestro alcolici Sant’Egidio del Monte Albino, oltre 11mila bottiglie tra liquori e spumanti rinvenute in un deposito irregolare
Un importante sequestro alcolici Sant’Egidio del Monte Albino è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Salerno nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi in materia di accise e imposte sulla produzione. Le Fiamme Gialle hanno individuato un deposito riconducibile a una società con sede nel napoletano, dove erano stoccati migliaia di prodotti alcolici privi della necessaria documentazione fiscale e con contrassegni sospetti. Per approfondire il tema delle accise è disponibile il portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Durante il controllo, i militari hanno rinvenuto oltre 11.000 bottiglie tra liquori e spumanti, per un totale di circa 8.450 litri. Gli alcolici erano accatastati all’interno di locali utilizzati come magazzino, senza che fossero presenti documenti di acquisto o elementi idonei a certificarne la provenienza lecita. Inoltre, un primo esame dei contrassegni di Stato applicati sulle bottiglie ha rivelato evidenti anomalie: i sigilli risultavano contraffatti, configurando le ipotesi di reato previste per il contrabbando di prodotti sottoposti ad accisa.
Le bottiglie risultavano parte di una partita rubata mesi fa
L’accertamento è stato ulteriormente rafforzato grazie alla collaborazione immediata con l’azienda produttrice, che ha consentito la verifica dei lotti e la tracciabilità dei prodotti sequestrati. L’intera partita rinvenuta nel deposito coincide infatti con una quota di un più ampio carico sottratto mesi fa presso uno stabilimento del Nord Italia. Questa circostanza ha permesso di configurare anche la fattispecie penale di ricettazione.
Il sequestro alcolici Sant’Egidio del Monte Albino si inserisce in un più ampio sistema di controlli coordinati dalla Guardia di Finanza per prevenire e contrastare la diffusione di merci contraffatte o introdotte sul mercato senza il pagamento delle imposte dovute. Se immessi in commercio, i prodotti avrebbero generato un’evasione d’accisa stimata in circa 15.000 euro, oltre a rappresentare un rischio di sicurezza per i consumatori.
Denunce e indagini in corso
Il rappresentante della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica per le ipotesi di contraffazione di sigilli, sottrazione al pagamento dell’accisa e ricettazione. Si precisa che, come previsto dall’ordinamento, ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti e che non può essere espresso alcun giudizio di colpevolezza sino a sentenza definitiva. Per approfondire è possibile consultare il sito della Guardia di Finanza.
Il materiale sequestrato è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per le successive verifiche tecniche e fiscali. L’attività conferma l’impegno delle Fiamme Gialle nel presidiare il territorio e tutelare sia le entrate dello Stato sia la sicurezza dei consumatori.

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