4 Febbraio 2026 - 10:00

“La Strategia della Lumaca” al GAL Colline Salernitane

Presentato a Giffoni Valle Piana il libro di Fiore e Vietri: agricoltura sociale e riabilitazione psichiatrica al centro di un progetto sostenuto dal GAL.

“La Strategia della Lumaca” al GAL Colline Salernitane

Si è tenuta martedì 3 febbraio, presso la sede del GAL Colline Salernitane, la presentazione del libro “La Strategia della Lumaca”, un volume che racconta un’esperienza concreta di inclusione sociale e riabilitazione psichiatrica sostenuta dal GAL nell’ambito della T.I. 16.9.1 Az. B.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, intervenuto per ascoltare gli autori Germano Fiore, Direttore UOC-UOSM Salerno, e Agostino Vietri, psichiatra e referente per la riabilitazione presso la struttura di via Bastioni a Salerno. Presenti anche il Direttore del GAL Eligio Troisi, la Vice Presidente Carolina Cammarano e il Responsabile della Cooperativa “Laboratori dei Pensieri Scomposti”, Umberto Flauto.

Un modello di inclusione che parte dal territorio

La “strategia della lumaca” diventa metafora di un percorso lento ma determinato. Un approccio metodologico che punta sul tempo, sulla gradualità e sulla costruzione di reti tra pubblico e privato per accompagnare giovani con disabilità psichica verso percorsi di inclusione e integrazione sociale.

Nel suo saluto istituzionale, la Vice Presidente Carolina Cammarano ha evidenziato come il progetto rappresenti un esempio virtuoso di utilizzo delle risorse pubbliche, capace di generare impatti positivi e misurabili sul benessere psicosociale. Il GAL – ha sottolineato – continuerà a promuovere iniziative a favore delle fasce più fragili della comunità, rafforzando una logica di vera inclusione sociale.

“Rallentare il tempo” per generare integrazione

L’intervento di Umberto Flauto si è concentrato sull’importanza di applicare la metodologia della lumaca, sintetizzata nell’espressione “rallentare il tempo”, come fattore dinamico capace di attivare processi che portano dalla condizione di isolamento all’inclusione e all’integrazione dei soggetti fragili.

Gli autori Fiore e Vietri hanno quindi spiegato ai presenti gli obiettivi della pubblicazione, ribadendo un concetto centrale: la salute mentale non riguarda esclusivamente il singolo paziente, ma l’intera comunità. Un lavoro che chiama in causa famiglie, genitori e territorio, soprattutto quando la disabilità fatica ad essere accettata all’interno del nucleo familiare.

Agricoltura sociale come “terapia” naturale

Il Direttore del GAL Eligio Troisi ha evidenziato come il progetto incarni pienamente la missione dell’ente: non solo sviluppo economico, ma anche presidio di legalità e promotore di inclusione, capace di sostenere percorsi umani e professionali che restituiscono dignità e nuove opportunità a chi spesso resta ai margini.

Secondo Troisi, l’agricoltura è già di per sé fattore di inclusione e integrazione sociale: i ritmi stagionali, la manualità e il lavoro di squadra possono diventare una vera e propria “terapia” per contrastare le condizioni di disagio che portano all’isolamento.

Tra gli interventi dal pubblico, si cita il contributo del Dott. Luigi Bernabò, che ha arricchito la discussione grazie alla sua lunga esperienza nel campo del Terzo settore e dell’inclusione sociale.

La partecipazione registrata durante l’evento rappresenta un segnale positivo per il futuro dell’agricoltura sociale sul territorio e per il consolidamento di progetti capaci di coniugare sviluppo locale e benessere collettivo.


Link utili