Terremoto Iowa nelle Primarie USA



presidenziali Iowa

Il primo test dell’Iowa stravolge la “battaglia” delle primarie sia nei Repubblicani che nei Democratici. Cruz e Sanders rispondono in maniera forte ai più accreditati Trump e Clinton

La corsa per le elezioni presidenziali USA, nonostante sia appena cominciata, è riuscita sin da subito a rimescolare tutte le carte in gioco con diversi colpi di scena in Iowa.

Tanto nei Repubblicani quanto nei Democratici, il dominio preannunciato dei due candidati più in vista (Trump e Clinton) non si è rivelato tale ed ora la partita è totalmente riaperta sui due fronti.

Nel rurale e conservatore stato dell’Iowa è andato in scena il “terremoto” delle primarie per stabilire i contendenti alla Casa Bianca che ha obbligato le compagini in gioco a rivedere totalmente le strategie messe in atto.

Pur rappresentando un caso più unico che raro (come affermato da Arthur Sanders, professore di scienze politiche alla Drake University di Des Moines), l’Iowa si è sempre distinto dalle altre “tappe” presenti sia per essere il primo stato ad entrare in gioco nel confronto elettorale sia per le diverse personalità che sono risultate vincenti e che poi inevitabilmente si sono “perse per strada” (esludendo la “trionfale cavalcata” di Obama).

Per quanto riguarda i Repubblicani il favoritissimo Donald Trump (divenuto celebre per le sue esternazioni a dirIowa presidenziali primarie poco sopra le righe) è riuscito, in un sol colpo, ad arrivare secondo (ad un passo dall’altro candidato Rubio) e a farsi superare da Ted Cruz.

La vittoria del senatore texano (che è riuscito ad avere il “favore” dei religiosissimi cittadini grazie alla sua campagna elettorale basata sulla “fede”), però, porta ad una considerazioni: mentre da un lato è riuscita ad arginare il “fenomeno” Trump, ridimensionando le ambizioni del miliardario conservatore, dall’altro potrebbe rappresentare il classico “fuoco di paglia” che ha, più volte, caratterizzato la competizione in casa repubblicana.

Infatti, secondo molti esperti della “partita”, la strategia che Cruz dovrebbe mettere in atto per non rimanere totalmente fuori dai giochi si fonderebbe sulla conquista del terzo stato al voto, il South Carolina (anche questo caratterizzato da un elettorato molto religioso), tralasciando totalmente il New Hampshire (dove Trump risulta, almeno in base alle presunte preferenze, in netto vantaggio).

Sul fronte opposto, invece, la partita è ancor più in bilico in quanto la vittoria della Clinton, ottenuta con il 49,89% delle preferenze, non è stata così netta sul rivale principale (Sanders, che ha ottenuto il 49,54%).

Rispetto al caso repubblicano, nei democrats la situazione è maggiormente complicata data a contrapposizione fra due modi di vedere totalmente differente.

Al riformismo del fare a cui si è affidata la Clinton si è contrapposta la “socialdemocrazia” di Sanders che, attraverso il suo particolare modo di portare avanti la campagna elettorale (più che le sue idee è statapremiata la “caratteristica” campagna di fundrising che gli ha permesso di raccogliere tre milioni di dollari), è stato premiato soprattuto dai giovani elettori.

Nei democrats, inoltre, la battaglia è ancor più aperta in quanto lo stesso Sanders è dato in netto vantaggio nel New Hampshire  sull’ex Segretario di Stato(il vantaggio è stimato attorno ai 20 percentuali).

L’Iowa è solamente la prima tappa per arrivare alla Casa Bianca ma per i candidati si prospetta un cammino lungo e tortuoso.

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