Titanic, 109 anni fa l’inabissamento della nave più grande al mondo

AttualitàTitanic, 109 anni fa l'inabissamento della nave più grande al mondo

Nella notte tra il 14 e il 15 Aprile 1912 il Titanic affondava nelle gelide acque del Nord Atlantico dopo l’impatto con un iceberg

Il Titanic, ancora oggi conosciuta come la nave più grande al mondo, fu costruita a partire dal 1909 – nei cantieri Harland & Wolf a Belfast, in Irlanda del Nord – per conto della compagnia armatrice White Star Line- , su progetto dell’architetto navale Thomas Andrews, che lavorò insieme a William Pirrie e Alexander Carlisle, e grazie al finanziamento dell’armatore americano Pierpont Morgan.

Il primo (ed unico) viaggio del Titanic, la cui costruzione impiegò circa quindicimila operai, ebbe inizio il 2 Aprile 1912 da Belfast: a bordo c’erano 1317 persone tra cui 107 bambini. Il transatlantico, che si differenziava dagli altri costruiti in quello stesso giro di anni per essere dotato anche di un ampio ponte di passeggio, attraversò l’Atlantico Nord per circa 3000 km in direzione Terranova.

Già giorni prima dell’inabissamento, l’equipaggio aveva ricevuto comunicazioni della presenza di iceberg sulla rotta per Terranova, ma nessuna di queste arrivò mai all’orecchio del capitano Edward Smith.

Tutto accadde nella notte tra il 14 e il 15 Aprile 1912, esattamente 109 anni fa: per evitare l’impatto dell’iceberg con la poppa, speranza che poi si rivelò vana, furono ordinate due violentissime virate di prua che causarono danni ingenti allo scafo. Solo i fuochisti, tuttavia, si resero immantinente conto della gravità della situazione, all’interno del Titanic i passeggeri non avvertirono inizialmente che piccole vibrazioni e rumori, tanto che addirittura l’orchestra continuò a suonare fino all’1.40 circa.

Allagatosi il Titanic ben oltre il limite consentito per il galleggiamento e visto il cedimento anche del troncone di poppa non restò che evacuare il transatlantico: tuttavia le lance di salvataggio disponibili erano solo 16, per un totale di 1178 posti. Chi dovette accontentarsi dei soli giubbotti di salvataggio, nulla potè contro l’ipotermia.

Alla fine i superstiti furono soltanto 706, i quali furono recuperati alle 4.00 del mattino dal piroscafo Caparthia. Tra coloro che inizialmente erano riusciti a trarsi in salvo grazie alle lance, anche quattro persone che, prima dell’arrivo dei soccorsi, sono morte a causa dell’ipotermia: esse furono sepolte in mare dal personale della Caparthia.

Riccardo Manfredelli
Lucano, laureato presso l'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista dal 10 Agosto 2020; Mi piace più ascoltare che parlare, più fare che mostrare. Nutro una passione smodata per tutto ciò che è Pop, per tutto ciò che è spettacolo. Su Zon.it scrivo principalmente di Cinema e Tv.

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Updated on 18 September 2021 - 23:57 23:57