Trans Pacific Partnership, Donald Trump dice no

Trans Pacific Partnership

Il Presidente si è già messo a lavoro. Dopo l’Obamacare Trump continua a demolire quanto fatto dal suo predecessore. Ora tocca al Trans Pacific Partnership

Il leitmotiv dell’amministrazione Trump è l’America al centro di tutto. Non fa niente se, per arrivarci, debbano essere alzati muri di confine, reali o ideali che siano. L’importante è che L’America pensi solo per sé. Forte di questo credo il neo Presidente ha firmato l’ordine esecutivo che fa uscire gli Stati Uniti dall’accordo di libero scambio con 11 paesi affacciati sul Pacifico, il Trans Pacific Partnership (TPP). Secondo Trump questo accordo sarebbe “pericoloso per l’industria americana” ed eliminandolo, di fatto, mostra di tener fede ad una delle promesse fatte in campagna elettorale.

Non solo il TPP tra i provvedimenti

Non c’è stato solo il decreto sul Trans Pacific Partnership tra gli ordini siglati da Donald Trump. Il Presidente ha anche firmato l’ordine che congela le assunzioni del governo federale, ad eccezione dei militari, e ha reintrodotto il Mexico City abortion rules, che sancisce il divieto di finanziare con fondi federali le ONG internazionali che praticano aborti. Protezionismo e industria, queste le parole d’ordine delle prime 72 dell’amministrazione Trump, anto che nell’incontro con alcuni big dell’industria americana che si era svolto in mattinata, il capo della Casa Bianca ha fatto richieste ben precise e ha minacciato di applicare pesanti dazi a coloro che decideranno di spostare la produzione fuori dal territorio degli Stati Uniti per poi esportare in patria.