Trasporti pubblici campani: aumentano tariffe e “furbetti”

Le nuove tariffe dei trasporti pubblici campani hanno indotto molti rivenditori a speculare sui titoli di viaggio integrati

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Come molti ben sanno, dal primo gennaio di quest’anno, le tariffe dei trasporti pubblici campani sono state completamente rivoluzionate. Allineandosi alle modalità tariffarie europee, i titoli di viaggio sono stati distinti per singole corse e per sistemi integrati di trasporto. Nell’aprile del 2014 l’assessore regionale Sergio Ventrella, con fierezza, dichiarò che il sistema tariffario regionale sarebbe stato più conforme alle esigenze di trasporto degli utenti campani. Pendolari, studenti e lavoratori, pur accogliendo con disappunto il proporzionale rincaro medio, nutrivano la speranza di pagare i servizi di trasporto pubblico in modo più equo rispetto all’effettivo utilizzo.

A venti giorni dall’entrata in vigore del nuovo sistema tariffario, emerge un’altra complicazione: la quasi totale assenzatrasporti pubblici dei biglietti di corsa singola. Molti rivenditori, compresi quelli situati internamente alle stazioni, si dichiarano costantemente sprovvisti di titoli di viaggio per corse singole. I malcapitati viaggiatori che non hanno l’esigenza di usufruire di un servizio di trasporto integrato, pur di non incorrere in multe, sono costretti ad acquistare a prezzi maggiori i titoli di viaggio per il trasporto integrato.

I commercianti abilitati percepiscono un guadagno netto direttamente proporzionale al valore del titolo di viaggio venduto; pertanto, maggiore è il suo prezzo, più cospicuo sarà il corrispettivo utile derivante dal diritto di commissione. Se si evita di rifornirsi di titoli di corsa singola e tale comportamento è diffuso, si attua, de facto, uno squilibrio del mercato in grado di garantire un aumento del profitto unitario dal 17 al 25% in più. Quest’astuto stratagemma ha, sostanzialmente, aumentato la tariffa per la singola corsa e ridotto il già misero rapporto qualità/prezzo dei servizi offerti.

Ricordando che si tratta di un servizio di pubblica utilità e che la reiterata irreperibilità dei titoli più convenienti lede i diritti dei viaggiatori; non si può che constatare un ulteriore svantaggio per gli onesti utilizzatori.

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