Gianni Amelio compie 71 anni



Gianni Amelio

Gianni Amelio, autore del cinema italiano, compie oggi 71 anni. Quali film conosci?

Gianni Amelio, nasce a Catanzaro il 20 gennaio 1945; è tra i più importanti, ma anche riservati, registi italiani. Assume fin da subito un profilo autoriale, in particolare dimostrando il suo interesse per il cinema già nel 1976 con il documentario per la televisione sul film Novecento di Bernardo Bertolucci, Bertolucci secondo il cinema. Il piccolo schermo è la sua prima esperienza con l’audiovisivo, ma negli anni ’80 sceglie di provare anche con la settima arte, realizzando Colpire al cuore nel 1982.

Gianni Amelio
Gianni Amelio, Tai Ling, Sergio Castellitto

Il cinema come strumento per comprendere l’Italia e gli italiani, figlio dell’appena tramontata Commedia all’italiana e del cinema di denuncia degli anni ’70, penso a film come Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy, Gianni Amelio gira nel 1992 Ladri di bambini, citando forse involontariamente Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. Racconta e rappresenta l’Italia, in cui assistiamo al viaggio di ritorno da Milano di una famiglia siciliana. Prostituzione, degrado e malavita: sono lo scenario che passa sotto gli occhi dei bambini Luciano e Rosetta. In questo film compare Luigi Lo Verso, attore che Amelio chiamerà spesso a sé, anche nei film successivi. Il bisogno di Gianni Amelio di restare ancorato ai problemi del Paese continua a esprimersi arrivando a Lamerica del 1994, dove fa una ricostruzione storica dell’Albania post fascista degli anni ’90, in cui tutto è cambiato e tutto è in rovina. Nel 1998 ritorna a trattare il conflitto nord/sud con Così ridevano, accentuando il suo sguardo da uomo meridionale che vive un certo disagio nel lasciare la sua terra.

Le sue tematiche si fanno sempre più evidenti: le difficoltà dell’Italia, la storia che sembra aver riportato (?) alla deriva, la discriminazione, lo sguardo dei bambini. Le chiavi di casa (2004), infatti, in cui cambia attore passando per la prima volta a Kim Rossi Stuart, ragiona sul rapporto padre/figlio; in questo caso il figlio è affetto da handicap. Ritorna anche il viaggio, che i due percorrono per arrivare in una clinica di Berlino dove eseguire le terapie; forse l’animo da emigrante in patria si manifesta nel bisogno di soffermarsi, quasi sempre, sulla necessità di compiere un viaggio: per partire, per tornare, per la speranza.

La stella che non c’è, Il primo uomo e L’intrepido sono gli ultimi film realizzati da Gianni Amelio, in cui ritornano le sue tematiche.

ZON ricorda il regista siciliano con una scena tratta da Le chiavi di casa

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