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Periodo problematico per la piattaforma di messaggistica istantanea Whatsapp. In seguito all’ultimo aggiornamento, numerosi utenti hanno ripiegato su app come Signal e Telegram

Passo falso da parte del colosso della messaggistica istantanea Whatsapp. In seguito all’ultimo aggiornamento dei termini, poco chiaro per molti utenti, c’è stata una trasmigrazione di milioni di utilizzatori verso altre app come Signal o Telegram. A spingere gli utenti ad abbandonare la piattaforma è stato il timore per la condivisione dei propri dati. Visto l’esodo inaspettato, l’azienda ha deciso di ritardare l’implementazione dei nuovi termini, prevista per l’8 febbraio, e avviare una campagna per spiegare le modifiche in via di adozione.

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Il direttore delle politiche pubbliche di WhatsApp per Europa, Medio Oriente e Africa Niamh Sweeney, ha spiegato che l’evento è effettivamente legato all’ultimo aggiornamento dei termini di servizio elaborato dall’azienda. Lo scopo di questa novità appena introdotta era di abilitare un nuovo set di funzionalità sulla messaggistica aziendale e “fornire maggiore trasparenza” sulle politiche preesistenti. Non sarebbe invece stata intaccata la condivisione dei dati con Facebook in nessuna parte del mondo.

Questo scivolone da parte del noto colosso dal logo verde ha favorito in particolare due diretti concorrenti, che hanno accolto gli utenti delusi. Nelle prime tre settimane di gennaio, Signal ha guadagnato 7,5 milioni di nuovi iscritti a livello globale, mentre Telegram 25 milioni. Ad intervenire sulla questione – e probabilmente ad influenzare anche la scelta di molti – è stato il magnate della tecnologia Elon Musk, pronunciatosi sull’argomento. L’imprenditore aveva infatti suggerito a tutti i propri seguaci di Twitter di abbandonare Whatsapp in favore di Signal, dopo aver a lungo criticato le politiche di protezione dei dati adottate da Facebook.
Così, alla perdita di oltre dieci posizioni negli store per la prima piattaforma, è corrisposto il guadagno di centinaia di gradini per la seconda, che si è addirittura attesta al numero uno delle classifiche nel Regno Unito.

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