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Oggi arriva in Senato la mozione di Fratelli D’Italia sul cashback, sottoscritta dal centrodestra. E anche Carlo Calenda la sostiene

Una mozione che potrebbe gettare nel panico il Governo. Fratelli D’Italia continua nella sua manovra d’opposizione, e insieme al partito Azione di Carlo Calenda tenta di bloccare la manovra inerente al Cashback. Secondo l’ex piddino, infatti, i soldi che attualmente sono destinati alla misura, ovvero 5 miliardi di €, dovrebbero essere dirottati per aiutare le imprese in difficoltà. Il punto è che, in questo modo, andrebbero a contravvenire gli intenti effettivi degli italiani, a cui questa misura piace. Proprio per questo motivo, il Movimento 5 Stelle si sta già muovendo per fermare qualsiasi velleità.

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Oltre ai due partiti, ovviamente, è presente a sostegno della misura tutto il centrodestra. Stranamente, questo si ricompatta nuovamente e mette i bastoni tra le ruote di Draghi.
Questi soldi dovrebbero essere impiegati per sostenere il tessuto produttivo e dare respiro alle categorie economiche maggiormente colpite dalle restrizioni e dalle chiusure del Governo.” ha dichiarato Giorgia Meloni, leader di Fratelli D’Italia. Già da ieri, però, il suo partito ha cominciato a distribuire attacchi a destra e a manca contro una delle misure simbolo del Governo Conte, che ora sembra essere stata re-istituita anche da Mario Draghi. Il problema principale, però, è che oggi come oggi gli iscritti sono 4 milioni e 300mila. Tanti, tantissimi per sospendere definitivamente la misura.

Ecco che, in ogni caso, arriva il sostegno che non ti aspetti. Perché Carlo Calenda, con il suo partito Azione, concede la sponda alla Meloni.
Le sciocchezze del cashback e della lotteria degli scontrini costano allo Stato 5 miliardi. Domani si vota la mozione di Fratelli d’Italia per chiedere che quelle risorse vadano ad artigiani e imprese colpite dalle chiusure. Vedremo chi sta dalla parte degli italiani. La proposta di Calenda è condivisibile e la sosterremo.

Una strana alleanza, che sicuramente apre scenari interessanti.

Cashback sospeso

Attualmente, è quasi impossibile che la mozione passi in Senato. Il tutto è un segnale sicuramente poco accomodante nei confronti del cashback, attorno al quale aleggiano malumori un po’ da tutti gli schieramenti. Ma cos’è il cashback? La misura è il piano per scoraggiare l’uso del contante, in chiave anti-evasione. Si è partiti a gennaio dopo una fase sperimentale nel periodo natalizio.

Attualmente prevede il rimborso del 10% della cifra spesa se si usano carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Al massimo si può rientrare di 300 € all’anno, cioè fino a 150 € a semestre con almeno 50 pagamenti effettuati in 6 mesi. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 €. Da più parti spingono per utilizzare le risorse stanziate per il cashback alle attività in crisi per l’emergenza sanitaria e le conseguenti chiusure. Di fatto potrebbero accadere due cose: o lo stop anticipato (ormai quasi impossibile) a tutto il programma cashback o la chiusura immediata solo del programma super.

Non è però affatto detto che si interverrà modificando subito una misura gradita a milioni di italiani. Esiste la possibilità di una norma nel decreto Recovery, il super decreto di accompagnamento al Recovery Plan. Il problema, però, sarebbe mettere d’accordo i membri di Forza Italia. Infatti, la misura continua a non piacere, e il Movimento 5 Stelle, che ne è diventato il primo paladino difensore. Per ora, si lavora a una stretta contro i furbetti della misura. Per salire in classifica e ottenere così un posto tra i centomila fortunati che a luglio intascheranno la cosiddetta versione “super” da 1500 € c’è chi fraziona i pagamenti a dismisura. Ecco perché molte cose saranno destinate a cambiare nel 2021.

Ecco cosa può cambiare nel 2021

Il Super Cashback da 1.500 € a semestre verrà accreditato insieme al Cashback del semestre Gennaio-Giugno 2021 entro la fine di Agosto. Da alcune settimane sulla App IO, nella sezione portafoglio, accanto al conteggio delle transazioni effettuate, c’è la propria posizione nella classifica della misura. Quest’anno, infatti, il rimborso del 10% delle spese fatte con moneta elettronica, e che a Dicembre ha terminato la sua fase sperimentale, si arricchisce di un premio ulteriore da 1.500 € rivolto ai primi 100 mila utenti per numero di transazioni. Una fase molto interessante.

Quindi, oltre alla misura, a partire dal 1° Gennaio i primi 100mila partecipanti che, nel singolo semestre di riferimento, abbiano totalizzato il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento registrati ai fini del Programma, ricevono un Super di € 1500. Si tratta davvero di una somma importante, senza peraltro che ci sia un importo minimo di spesa. In tutto questo, però, i commercianti non ci stanno e si sentono assolutamente ostacolati da PagoPA. Questa è la società in house di Palazzo Chigi che gestisce l’app Io, che individua senza troppi problemi i “furbetti”. Scenario già capitato, per esempio, con i benzinai.

Intanto, però, il tempo passa e l’iniziativa sembra aver preso in modo definitiva. Dunque, a conti fatti, sembra che il Governo giallorosso avesse fatto e previsto una mossa intelligente. Nonostante tutto, però, il Senato avverte: “Nei primi mesi dall’avvio del programma, sono emerse alcune criticità. Ecco perché bisogna che il Governo si impegni ad approfondire il monitoraggio del Programma, anche al fine di adottare eventuali provvedimenti correttivi, con una valutazione retrospettiva di costi e benefici in un quadro più generale di riforma e di modernizzazione in senso digitale del sistema dei pagamenti effettuati al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa, arte o professione.

Una misura che sembra avere, dunque, più di qualche sbocco.

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