Salerno merita serietà, competenze e proposte concrete
L’ex consigliere comunale e già presidente della Commissione Trasparenza interviene nel dibattito politico cittadino: “Meno salotti e più priorità per sicurezza e servizi”
SALERNO – Un richiamo alla concretezza e al rispetto dei problemi reali della città. È il senso dell’intervento del consigliere comunale e presidente della Commissione Trasparenza, che torna a far sentire la propria voce nel confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative.
Il dibattito che sta animando la scena cittadina “è sempre più sterile” e, in alcuni passaggi, rischia di apparire “irrispettoso” rispetto alle priorità dei salernitani, che – sottolinea – chiedono risposte su sicurezza, servizi e, più in generale, su una gestione attenta e credibile della cosa pubblica.
“Si parla di nomi e coalizioni, ma quali proposte?”
L’ex amministratore evidenzia come, da giorni, l’attenzione sia concentrata soprattutto sulla ricerca di alleanze, candidature e accordi. Una dinamica che, a suo avviso, lascia sullo sfondo ciò che davvero interessa alla cittadinanza: il merito delle scelte e la visione di lungo periodo.
“È lecito chiedersi – osserva – cosa propongono, cosa immaginano per il futuro, quali priorità intendono affrontare e quale disegno pensano per Salerno”. Un interrogativo che porta anche a un punto centrale: che tipo di città si vuole costruire. “Turistica? Commerciale? Industriale o del terziario? E soprattutto – è il ragionamento – come si gerarchizzano queste visioni?”.
Competenze e responsabilità
Il consigliere rivendica un’impostazione politica improntata alle soluzioni: sostenere l’attività amministrativa quando ritenuta corretta e proporre alternative quando non lo fosse. Nel suo intervento insiste sul tema delle competenze, considerate un requisito imprescindibile per governare processi complessi e affrontare i nodi strutturali della città.
“Le competenze sono una cosa seria”, afferma, richiamando l’importanza dell’esperienza e della preparazione. “Non si può fare il generale se non si è stati soldati”, aggiunge, evidenziando il rischio di improvvisazione. E, con una metafora netta, conclude: “Salerno non è uno yogurt scaduto: bisogna essere costruttori di partecipazione, servire le istituzioni, in qualunque ruolo e funzione si sia chiamati a farlo”.
Le prossime scelte politiche
In chiusura, egli affronta anche il tema del proprio futuro in vista delle comunali. Spiega che eventuali determinazioni saranno frutto di una riflessione interna al gruppo La Nostra Libertà, “come è sempre accaduto in questi anni”.
“Il mio impegno è sempre stato servizio e non poltrone. E così continuerà ad essere”, conclude.
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