Contrabbando di sigarette ad Avellino: sequestrati 22 kg di tabacchi, arrestato un pluripregiudicato
Operazione della Guardia di Finanza ad Atripalda: oltre mille pacchetti senza contrassegno sequestrati
Importante operazione della Guardia di Finanza nel conntrasto al traffico illecito di tabacchi lavorati esteri. I militari del Comando Provinciale di Avellino hanno arrestato un uomo, già noto alle forze dell’ordine, e sequestrato circa 22 chilogrammi di sigarette di contrabbando.
L’intervento è stato condotto dal Nucleo Mobile del Gruppo di Avellino nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio. Durante un servizio mirato, le Fiamme Gialle hanno intercettato il soggetto ad Atripalda, nei pressi dell’area destinata al mercato settimanale.
Sigarette nascoste in buste di cellophane
L’uomo è stato trovato in possesso di numerosi pacchetti di sigarette di diverse marche, occultati all’interno di buste di cellophane e privi del contrassegno del Monopolio di Stato. Un dettaglio che ha immediatamente fatto scattare ulteriori controlli.
Condotto presso gli uffici del Reparto, dagli accertamenti è emerso che il soggetto risultava pluripregiudicato con precedenti specifici. Al termine delle verifiche, è stato arrestato in flagranza di reato e trasferito presso la locale Casa Circondariale.
Oltre mille pacchetti sequestrati
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 1.090 pacchetti di sigarette, per un peso complessivo di circa 22 kg. Il materiale è stato sottoposto a sequestro penale in base all’articolo 84, comma 1, relativo al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, previsto dal Decreto Legislativo n. 141 del 2024.
Lotta al fenomeno delle “cheap white”
L’attività della Guardia di Finanza si inserisce nel più ampio contrasto alle organizzazioni criminali attive nel settore del contrabbando. In particolare, l’attenzione è rivolta alla diffusione delle cosiddette “cheap white” o “illicit white”, sigarette non conformi agli standard europei e potenzialmente dannose per la salute dei consumatori.
Questi prodotti, infatti, non possono essere commercializzati in Italia né negli altri Paesi dell’Unione europea, proprio per la mancata rispondenza ai parametri di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
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