Coronavirus cardinale sepe
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L’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, ha subito un trasporto d’urgenza al Cotugno. Per ora resta sotto osservazione

Una situazione che piano piano si è aggravata sempre di più e che ora va tenuta sotto sorveglianza. Stiamo parlando di quella dell’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, che è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cotugno di Napoli, dove ora è in osservazione. L’arcivescovo risulta positivo al COVID già da alcuni giorni. Inizialmente l’arcivescovo aveva raggiunto lo status di asintomatico. Successivamente, però, ha cominciato a manifestare i primi sintomi della malattia. Proprio per questo i medici hanno deciso di ricoverarlo nell’ospedale contro le malattie infettive. Una misura che hanno intrapreso in virtù delle precauzioni.

Le sue condizioni, però, almeno per ora, non appaiono preoccupanti. Dunque l’arcivescovo Sepe non ha raggiunto la collocazione della terapia intensiva. La sua età e ragioni ovviamente di prudenza hanno però consigliato il trasporto al Cotugno, dove i medici hanno effettuato una TAC toracica. Venerdì scorso, dopo un primo tampone positivo, l’esame anti-COVID aveva confermato il contagio. La celebrazione domenicale, dunque, ha subito un rinvio a scopo precauzionale, proprio per permettere all’arcivescovo di rientrare a pieno regime. Quest’ultimo sarà sostituito, il prossimo 2 Febbraio, dal nuovo arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, che si insedierà al suo posto.

Maurizio Di Mauro, dg dell’azienda dei Colli da cui dipende il nosocomio per le malattie infettive, si è espresso sulle condizioni del cardinale Sepe: “Il cardinale ha una polmonite interstiziale bilaterale. Ieri il dottor Rodoldo Punzi, capo dipartimento malattie infettive, che lo stava seguendo, dopo averlo visitato ha consigliato il ricovero.