Donald Trump: il classico presidente repubblicano

Esteri Donald Trump: il classico presidente repubblicano

Che presidente è stato Donald Trump? Per la quantità di fake news, fuori dall’ordinario. Ma, a conti fatti, è stato un classico repubblicano

Chiusa la nuova sfida è tempo di bilanci. Un’era buia è andata in malora. Donald Trump è stato sconfitto miseramente da quel pubblico che tanto lo aveva amato nel 2016. Nel bene o nel male, però, c’è sicuramente da dire che il repubblicano è stato un presidente da ricordare. Questo perché è stato completamente fuori dall’ordinario. Non solo per la sua predisposizione ai social, usati come metodo di consolidamento della propria leadership, ma anche per la quantità di fake news propagate agli americani.

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Le migliaia di bugie dette nel corso della sua presidenza (le ultime delle quali sul male che sta affliggendo il mondo, il Coronavirus) non si possono nemmeno contare. Passi anche per le idee misogine e razziste soprattutto dal punto di vista della politica estera (alcune delle quali davvero inammissibili), per l’incompetenza di uno staff “fidato” ma non affidabile, per le rassicurazioni false sull’epidemia in corso. Ma il problema è giunto quando ha promesso platealmente un’aria di cambiamento tout court. A conti fatti, invece, non è stato né più e né meno di un classico presidente repubblicano.

Ed è proprio questo il problema. Convinti di aver votato un presidente “rivoluzionario”, gli americani si son lasciati accattivare dalle parole forti di Donald Trump. Cosa resta, a conti fatti, della sua presidenza? Solo promesse parzialmente rispettate e una massimizzazione di quelle che erano più facili e palesi da ottenere. Ci troviamo di fronte ad un impostore della peggior specie.

Fallacia

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Donald Trump non ha mantenuto un sacco di promesse che aveva fatto in campagna elettorale. Basti pensare alla tanto sbandierata (nel 2016) riforma sanitaria che si poneva come obiettivo quello di eliminare l’Obamacare. Dov’è finita? Semplicemente si è smarrita per la strada e non ha avuto la benché minima realizzazione. Inutile parlare, poi, sul fronte immigrazione, dove lo ius soli non solo è ancora in vigore, ma sta provvedendo a far entrare ancora più immigrati irregolari. Ma dunque, tirando le somme, l’ormai ex presidente della Casa Bianca cos’ha fatto? Semplice: i suoi interessi.

Ha passato quattro anni a diffondere teorie complottiste (mai dimostrate) dalla più che discutibile riuscita (dato che poi ha perso le elezioni). Si è difeso, rivolgendo l’attenzione altrove, dalle innumerevoli accuse di molestie ricevute da parte di tantissime donne. Ha effettivamente evaso le tasse durante quasi tutto il suo periodo presidenziale e soprattutto ha aiutato gruppi dichiarati estremisti di destra (dunque fuori legge) a proliferare. Quali sono stati gli effetti? Semplicemente la politica è diventata una barzelletta, un cliché, un misto di frasi dette giusto per richiamare attenzione. Non parliamo, poi, del famoso muro con il Messico, che merita un’attenzione particolare.

Durante la sua campagna elettorale, Donald Trump promise ai suoi elettori di costruire 1.600 chilometri di recinzione per combattere l’immigrazione illegale dal Messico. Ma, naturalmente, non è stata mai realizzata. Infatti, solo 700 di questi 1.600 sono stati coperti da una recinzione (meno della metà). Tra l’altro, beffa delle beffe, questa misura di sicurezza non è stata assolutamente finanziata dal Messico. Ci hanno pensato loro, gli elettori americani, inconsapevolmente, a fornire i soldi necessari per la costruzione. Dunque, a conti fatti, stiamo parlando di qualcuno che non solo ha rispettato le promesse in modo parziale, ma ha addirittura alzato il debito pubblico.

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Insomma, non c’è solamente la pandemia, alla base dei motivi per cui il presidente non è stato riconfermato. La gestione si può dire a dir poco disastrosa sotto molti punti di vista. La non rielezione è solamente conseguenza diretta di un periodo sciagurato, che gli americani sperano di dimenticare al più presto.

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Antonio Jr. Orrico
Studente al terzo anno di Scienze della Comunicazione, con una passione innata per il giornalismo, per la scrittura, per la lettura e per la musica.

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Updated on 6 December 2020 - 01:55 01:55