Giffoni Film Festival, Stefano Accorsi si racconta a tutto tondo



Stefano Accorsi

In un’intervista al Giffoni Film Festival, l’attore Stefano Accorsi ha raccontato vari aspetti della sua vita. E ha parlato anche della nuova serie 1994

Una conferenza in cui non si è messo in luce solamente lo Stefano Accorsi attore, ma anche la parte più umana e sociale. Il protagonista di grandi film come Radiofreccia e Le Fate Ignoranti si è “messo a nudo” davanti alle domande dei giornalisti. Questi ultimi hanno approfittato della sua presenza al Giffoni Film Festival per porgli domande di tutti i tipi, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista puramente umano e sociale.

Innanzitutto, Stefano Accorsi ha parlato del suo rapporto con Ferzan Özpetek, cementato da una grande amicizia: “È molto interessante lavorare con Özpetek. Io e Ferzan non abbiamo una frequentazione assidua. Abbiamo però una relazione d’amicizia strettissima. Quando stavamo lavorando a quest’ultimo film, lui ha avuto un approccio poetico. Il tutto nasce da un sogno di Ferzan. Questa cosa ha innescato l’idea. Ferzan ha la forza di essere molto connesso anche con il pubblico. Io ho conosciuto figli di coppie omosessuali che hanno ricevuto tanto amore. Quando sento dire “è contro natura”, resto basito. La Bibbia è scritta da uomini, quindi la questione religiosa lascia il tempo che trova.

Stefano Accorsi ha poi parlato del suo progetto, la trilogia 1992, 1993 e 1994: “1992 ha avuto una lavorazione lunga e complessa. Ho raccolto molto materiale su Berlusconi e da lì è nata l’idea di raccontare la Seconda Repubblica con personaggi di finzione. In 1993, invece, c’è una forma inedita di Berlusconi. Lui è triste, scostante, scoraggiato. Fortunatamente queste due hanno avuto successo, e abbiamo potuto realizzare ’94. Ancora non svelo nessun dettaglio, però.

 

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