14 Novembre 2017 - 11:53

Girare il mondo lavorando come WorkTrotter: di cosa si tratta?

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Girare il mondo lavorando come WorkTrotter: di cosa si tratta?

Oggi è con noi Francesco Calderone, in arte Ramon Mazinga, un giovane ragazzo siciliano che sta girando il mondo “lavorando” come “worktrotter”; almeno così definisce lui la sua “professione” che, da ben 5 anni, gli consente di viaggiare in giro per il mondo… senza un soldo in tasca.

Ma cosa significa essere un  “Worktrotter”?

Semplice: essere un lavorate disposto a svolgere i lavori più disparati.

Ciao Ramon e benvenuto a Mollotutto; presentati ai nostri lettori.

Un saluto a te Annalisa, ed a tutti i lettori di Mollotutto; mi chiamo Ramon e sono un WorkTrotter,  film-maker e scrittore.

Ho cercato di lavorare in Italia per diversi anni, ed a 19 anni ho avviato la mia prima società; a 24 anni ne avevo già aperte 5.

L’ultima l’ho chiusa nel 2013 quando ho deciso di iniziare a viaggiare a tempo pieno.

Mi sono occupato di tutto, dallo sport all’editoria all’ informatica, fino ai video, che sono da sempre il mio lavoro e la mia passione.

Ad un certo punto della tua vita hai deciso di mollare una vita “normale” per dedicarti ad una vita fatti viaggi, per scoprire il mondo. Quando e perché è nata in te questa esigenza?

Ho sempre avuto la passione per i viaggi e per le lingue, ma non sono riuscito a mollare tutto finché non mi sono reso conto che “il miglior modo per capire se potevo farcela era mettermi alla prova”, ispirato da centinaia di viaggiatori che viaggiano senza un euro in tasca, la maggior parte conosciuti tramite couch surfing.

Com’è cambiata la tua vita?

Finalmente sto bene, sono sempre in giro, tutti i miei averi entrano in uno zaino (e, credetemi, non mi faccio mancare nulla; la mia non è una vita di privazioni) e ho scoperto che i soldi non servono; o meglio, servono, ma non sono essenziali per essere felici.

E di certo non sono un bisogno primario, anzi, il lavoro fisso è proprio l’ultima cosa che dovrebbe essere un bisogno primario nelle nostre vite.

Quali sono le difficoltà che affronti quotidianamente nei tuoi viaggi in giro per il mondo?

Le difficoltà sono realmente poche; certo ogni volta che si arriva in un posto nuovo bisogna crearsi una nuova rete di conoscenze e di amicizie, trovare sempre qualcosa di nuovo da fare, un nuovo lavoro; ed imparare tanto quotidianamente.

Ma queste, in realtà, per me non sono difficoltà, sono una parte di ciò che rende magnifico ed imprevedibile ogni viaggio;  queste cose sono in realtà esse stesse parte del bello del viaggio e della vita stessa, ed oramai mi riescono anche abbastanza facili.

Come finanzi i tuoi viaggi?

Non li finanzio.

Il WorkTrotter é il viaggiatore che viaggia lavorando, e non vive per lavorare, né lavora per vivere.

Conoscere gente, aiutare, dare una mano, offrire ciò che si ha a disposizione e ricevere in cambio un passaggio, ospitalità o a volte un lavoro… sono questi i sistemi che mi fanno andare avanti.

“Se hai un amico che ha una barca, non devi pagare il traghetto; allora trova un tizio con una barca e, se è simpatico, facci amicizia. E questo vale per tutto: auto, aerei, treni, etc…

E no, non si tratta di “scroccare un passaggio”;  lavoro e ripago le spese a coloro che mi concedono ospitalità: dal semplice fare la spesa, riempiendo il frigo e cucinando per chi mi ospita sul divano della propria casa (che, in fin dei conti, mi costa anche più del pagarmi un ostello, ma lo preferisco di gran lunga), al vero e proprio lavoro manuale, ad esempio in un bar o in un ristorante.

Con i soldi che guadagno non compro un biglietto del treno, ma organizzo un road trip con un amico che ha la macchina, e dividendo le spese dell’agenzia, per poi proseguire in solitaria. Virtualmente, e praticamente, è possibile girare il mondo cosí, senza un soldo in tasca; i soldi diventano una merce di scambio che vale pari, o addirittura meno, di scambi, baratti, o aiuti lavorativi.

Sono l’ultima risorsa quando non si ha scelta… ma la scelta c’è sempre.

In quali Paesi sei già stato/a e quali invece sono tra le tue prossime tappe?

Sono stato ovunque in Europa, ed anche in Nuova Zelanda; da gennaio sarò in Canada e poi…chissà, in teoria andrò in Australia e Giappone.

Com’è stata accolta da parenti ed amici la tua scelta di vita?

Ho amici in giro per tutto il mondo, quindi la routine è sempre la stessa: tristi sono gli amici che lascio, felici quelli che vado a trovare; ma, dopotutto, ci si rivede sempre in giro per il mondo, e i legami veri resistono oltre la distanza.

Anche con i parenti non vi sono particolari problemi.

Cosa hai imparato viaggiando e come senti di essere cresciuto/a e migliorato/a?

Un’esperienza che “che ‘ntender no la può chi no la prova” per citare il poeta.

In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare la tua stessa scelta di vita?

Avere il coraggio di abbandonare i pregiudizi e provare a fare ciò che si desidera.

Un esperimento dal quale, se non ci si trova a proprio agio, si può sempre tornare indietro; ma vale la pena tentare.

Sulla mia pagina pubblico spesso dei video in cui elargisco consigli pratici ai viaggiatori; l’ultimo pubblicato riguarda consigli pratici sull’attività di “autostoppista”, ed uscirà una seconda parte a breve.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Non ne ho, chi vive sognando muore…; i sogni li vivo da sveglio.

Essendo un filmmaker, non faccio foto né selfie ;-), ma sulla mia pagina Facebook troverete video di ogni genere, e tutti sono presenti sia in italiano che in inglese

Che dire? In bocca al lupo a questo stravagante viaggiatore.

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