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Il decreto del Governo va approvato entro fine mese ma la liberalizzazione totale dei subappalti rischia di aprire la strada alla criminalità organizzata

Il Governo alle battute finali sulle decisioni da prendere per il nuovo importante decreto. È durata poco più di un’ora la cabina di regia a Palazzo Chigi con i ministri e il premier Mario Draghi sul decreto Semplificazioni, con l’obiettivo di concordare le necessarie modifiche al testo contestato dai sindacati e da una parte della maggioranza

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Non si può andare oltre lunedì prossimo visto che il governo, nel Recovery plan, si è impegnato con la Ue a varare il testo entro fine mese. Il tutto, insieme al decreto sulla governance del PNRR e alle norme per velocizzare le assunzioni nella PA a supporto degli investimenti. La discussione è concentrata sui punti più contestati delle bozze, quelle relative agli appalti. Salterà, a quanto si è appreso, il criterio dell’aggiudicazione al massimo ribasso per le opere del Recovery, non esplicitamente vietato dalle direttive Ue. Salvini rivendica lo stop, anche se era stato il Pd a bocciare la novità paventando che favorisse le mafie.

I rischi legati alla criminalità

E’ invece ancora in discussione la liberalizzazione totale dei subappalti, che è auspicata dall’Unione europea. Questo perché le direttive comunitarie non prevedono limiti (in Italia il tetto è stato alzato nel 2019 dal 30 al 40%) ma secondo i sindacati, LiberaLeu e parti del Pd nel contesto italiano rischia di aprire la strada alla criminalità. Il Governo valuta altre opzioni cercando di coinvolgere anche le parti sociali, sperando di poter giungere ad una sintesi in tempo utile.

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