Israele
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Una tragedia ancora poco chiara, quella avvenuta in Israele sul Monte Meron durante una cerimonia ortodossa. Il bilancio è pesantissimo

Tragedia in Israele. Per cause ancora poco chiare, durante una cerimonia religiosa di rito ortodosso, stanotte sul Monte Meran c’è stato un massacro. Il bilancio provvisiorio è pesantissimo: 44 morti e 150 feriti. Tutto ha avuto inizio durante il rito di accensione del falò del Toldot Aharon Hasidim. I pellegrini erano molto vicini alla tomba di Bar Yohai ed erano ammassati gli uni agli altri, nonostante le raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie.

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Stando alla polizia, erano presenti circa 100mila persone al raduno religioso in Israele, un sovraffollamento che avrebbe fatto scivolare alcune persone, probabilmente su una passerella. A quel punto altre sono scivolate e il panico ha scatenato una massa di persone in fuga che ha calpestato chi era rimasto a terra. “È un incidente insopportabile” ha dichiarato Motti Buckchin, capo della Zaka, la Protezione Civile di Israele. Al momento, si cerca di identificare le vittime e rintracciare i dispersi. La polizia ha tentato di contenere la fuga, come è possibile osservare da alcuni video comparsi su Twitter.

Il comandante della polizia distrettuale Shimon Lavi ha annunciato che si assumerà la responsabilità di quanto accaduto. “Ho la responsabilità generale, nel bene e nel male, e sono pronto a sottopormi a qualsiasi indagine” ha dichiarato. Al momento però non sono ancora chiare le cause del disastro. Fatto sta, che questo era il più grande evento pubblico da quando Israele ha allentato le restrizioni. Nel paese, infatti, la campagna di vaccinazione ha letteralmente spento la pandemia.

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