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I ministri della formazione del nuovo Governo restituiscono l’identikit della classe politica. Donne e uomini perlopiù di mezza età

Dei dati incontrovertibili. Il Sole 24 Ore, a proposito del nuovo Governo di Mario Draghi, ne ha approfittato per stilare delle statistiche interessanti sui ministri odierni. I dati vanno dal giuramento del secondo Governo De Gasperi, ovvero dal Luglio del 1946, fino al secondo esecutivo presieduto da Giuseppe Conte, anche lui appunto avvocato. E che a breve verrà aggiornato con i componenti del nuovo Governo, ora in formazione. Una storia che si declina quasi tutta al maschile. L’identikit della classe politica è quello.

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In 75 anni di storia della Repubblica, infatti, solo 319 dei 4.864 presidenti, ministri e sottosegretari che hanno giurato al Quirinale erano donne. Una percentuale pari al 6,56% del totale quando, stando agli ultimi dati Istat, le donne rappresentano il 51,29% dell’attuale popolazione italiana.Anche quando al governo sono entrate, però, alle donne sono stati preclusi alcuni ruoli chiave. Solo tre le responsabili degli Interni (Rosa Russo Jervolino, Anna Maria Cancellieri, Luciana Lamorgese), altrettante le delegate agli Esteri (Susanna Agnelli, Emma Bonino, Federica Mogherini) e alla difesa (Roberta Pinotti nei governi Renzi e Gentiloni ed Elisabetta Trenta). Mai nessuna donna, invece, è stata a capo di un ministero economico. Al contrario, invece, il dicastero delle Pari opportunità è sempre stato a guida femminile.

Il Governo con la maggiore rappresentanza femminile è quello che si è appena dimesso, che aveva un 33,8% di ministre e sottosegretarie. I ministri, dunque, sembrano essere ancora una volta “affair” di uomini.

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