Neffa

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Si chiama “Aggio perso o suonno” il nuovo singolo di Neffa che riporta alla luce le origini meridionali del suo autore, affiancato per l’occasione da due colleghi conterranei nell’inizio di questo nuovo viaggio musicale

È una sinergia completamente campana quella su cui si poggia il progetto “Aggio perzo o suonno”, l’ultimo singolo di Neffa che segna il ritorno in scena del cantautore dopo quasi sei anni di silenzio dall’ultimo lavoro discografico. Se la lingua scelta, infatti, è quella napoletana, le braccia e la mente alla base dell’idea sono invece totalmente salernitane.

Il timone dell’intera opera è nelle mani salde dello stesso Neffa, che imposta la rotta mostrandosi in una versione totalmente inedita  mettendo in piazza le sue radici meridionali grazie alla voce del ritornello posta al servizio del dialetto nostrano, vero leit motiv sia del pezzo che di un intero album di prossima uscita. Una vera sorpresa per i fan dell’artista nativo di Scafati, che partendo dal rap dei Messaggeri della Dopa e dai portici di Bologna, sua città adottiva ormai da tempo, nel corso degli anni ha saputo barcamenarsi tra i più svariati generi musicali, senza però mai toccare direttamente la musica popolare della sua terra d’origine come fatto in quest’ultima occasione.

E questa volta invece lo fa cantando “Tutti dormono….stong sul ij”, refrain d’impatto del pezzo che subito entra in testa, nato dalla scia dell’ennesima onda sperimentativa vissuta dal cantautore per lasciare il segno con un progetto che visto dall’esterno sembra abbastanza coraggioso, ma allo stesso tempo probabilmente può dimostrarsi anche maturo ed azzeccato per i tempi che corrono. Questo discorso si evince anche dai compagni di viaggio scelti per questo viaggio dall’artista campano (si parla di Rocco Hunt e Livio Cori presenti su altri brani già in cantiere), in quanto nonostante il ripetersi dello “Stong sul io” sopracitato, in realtà tra i crediti del brano in questione egli non è affatto da solo.

Musicalmente parlando, infatti, “Aggio perso o suonno” deriva da una intuizione nata al pianoforte, che in corso d’opera è stata potenziata ed arricchita melodicamente dalle ritmiche del dj e producer TY1, altro campano doc di origine salernitana ed ormai nome noto nella scena rap italiana, le cui incursioni hanno quasi vestito a festa la malinconia di fondo dell’idea iniziale senza però snaturarne il valore evocativo, e rendendola allo stesso tempo molto più fluida e fresca ad ogni ascolto. Sua anche l’idea di chiamare sul beat il conterraneo Coez, che su Instagram ha descritto l’intero lavoro come “un vero e proprio life goal ricco di connessione e da trattare con amore.”

Lo stesso amore dolente e a tratti cieco che la penna del rapper nativo di Nocera Inferiore tratteggia in chiaroscuro nelle due strofe a sua disposizione, le quali fanno da contraltare alla voce macchiata del napoletano dalla cadenza pulita di Neffa quando esplode nel ritornello che dalla sensazione di spiazzamento iniziale diventa via via piacevole e di forte impatto melodico

Il risultato finale dell’intero progetto è un concentrato di tradizione e modernità che scorre rapido e piacevole sui binari paralleli occupati sia dalla pacatezza di Coez che dalla musicalità di Neffa,ed in cui lo stesso cantautore riesce a svelare una nuova sfaccettatura totalmente inaspettata che fa sembrare questa “Aggio perso o suonno” l’antipasto ad altre sortite nella tradizione campana ancora più succulente.

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