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Pokemon Go: Niantic cancella gli account dei bari. Ma ne va di mezzo anche chi gioca onestamente

[ads1]Il gioco per smartphone Pokemon Go ha eccitato non solo gli animi di tanti giocatori: non pochi sviluppatori, infatti, hanno creato dei programmini per agevolare il gioco. Si tratta di programmini  (bot) che in un modo o nell’altro agevolano il giocatore: possono potenziare, in poco tempo, gli account dei giocatori che ne fanno uso. Programmini, si intende, calcolati da persone con i limitati mezzi di cui può disporre un qualsiasi nerd.

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Questi programmatori homemade hanno dato filo da torcere alla Niantic che ha implementato il gioco di tanti codici e variabili per fermare questa innocua pirateria. Ne avevamo parlato qui.
In questo articolo (click qui) accennavamo come le nuove implementazioni impedissero di usare tali bot. Qualche giorno di lavoro e questi programmatori casalinghi hanno saputo rispondere alla Niantic – che ha sollevato miliardi di dollari in poco tempo grazie all’exploit di giocatori – con nuovi programmini capaci di agevolare i giocatori.

Un po’ la stizza dell’impotenza, un po’ chissà quale altro motivo, la Niantic ha scelto di fare una dimostrazione di forza: è partita – “finalmente!” si legge in alcuni gruppi social – un’ondata di ban all’indirizzo dei giocatori «che mostrano segni evidenti di aver imbrogliato.» Il ban, ovviamente, è l’eliminazione dell’account di gioco dal server. 

Il problema? È colpito anche chi ha giocato onestamente.

Nello specifico, tra le tante storie, quella particolarmente significativa è la storia di Jimmy Derocher.
Jimmy ha trovato un percorso molto fruttuoso da praticare nella sua città. Lo alleghiamo qui sotto ma puoi leggerlo anche su FaceBook cliccando qui.

Come ogni precursore, Jimmy ha stilato alcune regole per ottimizzare il rendimento del percorso: con questi accorgimenti, in un tempo relativamente breve si possono guadagnare migliaia di punti in poco tempo.

Ma i server di gioco, freddi calcolatori di una limitata Intelligenza Artificiale, non hanno considerato che la mente di un individuo qualsiasi – questa volta parliamo di un semplice giocatore – potesse superare i loro algoritmi. Ancora una volta, una persona tra le altre, ha superato gli algoritmi di gioco. Calcolati da gruppi di numerosi programmatori, pagati (verosimilmente bene).

«I giochi sono fatti per essere giocati, ed io penso di aver giocato bene»
Jimmy Derocher

In questo articolo in cui si riportano le dichiarazioni di Jimmy, è raccontato come per gli sviluppatori non abbiano considerato la possibilità che un giocatore hardcore potesse immaginare un ingegnoso piano per accumulare tanto punti quanto umanamente possibile. Ha deciso di utilizzare la sua teoria …in diretta streaming. Con questo piano, Derocher ha dimostrato non solo agli sviluppatori ma a tutti quanti non immaginassero che si potessero guadagnare tanti punti in così poco tempo che una simile impresa è possibile.
La registrazione in parola la vediamo qui Watch live video from Xnosity on www.twitch.tv
Inutile dire che il video sia diventato virale. E che un’emulazione dopo l’altra, in tanti hanno appurato questa possibilità di gioco.
Ad un certo punto, però, l’incanto si è spezzato: raggiunti i circa 600,000 punti esperienza, l’algoritmo di gioco ha deciso che si trattasse di un imbrolione e l’ha bloccato con un soft ban (una misura temporanea che blocca le dinamiche di gioco ma non blocca l’account).

Il soft ban era una misura utilizzata originariamente per bloccare i giocatori che utilizzano i programmi che giocano da soli e consentono un’implementazione pazzesca dei punti esperienza. Jimmy ha dichiarato che ha perseverato nella sua tattica di gioco per dimostrare che il soft ban rovina il gioco anche a persone che giocano lealmente.
“In un certo senso ho provato di dimostrare alla Niantic che i suoi limiti ledono i giocatori che giocano efficientemente ha detto il giovane, come riportato dal sito che ne dà notizia – Sono un giocatore assiduo [hardcore] e gioco con efficienza ma il punto è che non posso essere colpito con una sospensione dal gioco di 24 ore dopo 12 ore di gioco”.

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Insomma, una situazione da facepalm per la Niantic, che sta dimostrando di non essere per niente adeguata alle istanze dei giocatori. Anche la scelta di un pugno tanto duro verso chi bara, dimostra l’oggettiva incapacità di star dietro alle problematiche che questo gioco per sua natura provoca e al fatto che, dal primo dei giocatori all’ultimo dei programmatori, c’è sempre chi riesce a starle di tre passi molto avanti.
Nonostante tutto il denaro che è riuscita a guadagnare con quest’applicazione.

Clicca qui per guardare l’intervista allo Psicologo Alessandro Iagulli!

Qui per il servizio completo sul fenomeno Pokemon.
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