vaccino russo sputnik, pfizer
immagine da Pixabay

Importanti novità sul fronte vaccino. Quello prodotto da Pfizer potrebbe essere efficace già solo dopo una dose. Inoltre Il vaccino Pfizer-BioNTech potrebbe essere conservato anche senza ricorrere al super freddo

Il vaccino prodotto da Pfizer offre importanti novità. Stando agli ultimi aggiornamenti, il siero sarebbe in grado di offrire un’ottima risposta immunitaria, già dopo una sola dose e non solo. Il vaccino Pfizer potrebbe essere inoltre conservato a temperature -15 a -25 °C per 2 settimane (e non più a -70 °C).

Due rierche condotte a livello internaziale su fronte vaccino hanno portato a delle evidenze scientifiche davvero innovative. Una israeliana pubblicata su Lancet e l’altra inglese diffusa su medRxiv, indicano che il vaccino sarebbe in grado di produrre un’alta risposta immunitaria già dopo la somministrazione di una dose.

Tuttavia i dati sono preliminari e da confermare. Dalle analisi iniziali condotte dal ministero della salute israeliano risulta che il vaccino Pfizer-BioNTech potrebbe essere efficace nel prevenire non solo la malattia Covid-19 ma anche il contagio. Altri importanti aggiornamenti riguardano lo stato di conservazione.

La temperatura di conservazione

In relazione alla conservazione sotto temperatura del vaccino Pfizer, le compagnie farmaceutiche hanno annunciato in un comunicato le seguenti novità: “Il vaccino rimane stabile dai -15 ai -25 °C per due settimane, anziché a -70 °C“. Si tratta di una vera e propria svolta, poichè tali temperature sono proprie anche di frigoriferi e refrigeratori che si trovano nelle farmacie. Attualmente gli altri vaccini hanno temperature di conservazione più alte di -70 °C. Moderna ad esempio, è da -25 a -15 °C per 7 mesi.

La risposta immunitaria

Uno studio pubblicato sul Lancet e condotto dal The Chaim Sheba Medical Centre, il più grande ospedale in Israele, indica che il vaccino di Pfizer-BioNTech produce una robusta risposta immunitaria anche con una singola dose. I risultati sono stati ottenuti su poco più di 7mila operatori sanitari appena vaccinati. L’efficacia testa si attesta attorno all’89-91% ed è quindi molto elevata. L’ipotesi avanzata è quella di somministrare una seconda dose a distanza di 12 settimane, come già avviene per il vaccino di Oxford-AstraZeneca, in modo da poter nel frattempo coprire una maggiore fetta della popolazione con la singola dose, già ampiamente protettiva

L’efficacia di una sola dose

Tuttavia ci pensa un altro studio a smorzare l’entusiasmo. L’allert arriva dal ministero della Salute israeliano e sembra indicare un’efficacia molto più bassa, pari a circa il 52%. Un’indagine che ha comunque un limite, secondo l’autore inglese Paul Hunter. Non ne è stata studiata l’efficacia dopo il 18° giorno dalla somministrazione, sottolinea Hunter, mentre al 21° giorno potrebbe essere molto più elevata.

La protezione dal contagio

A supporto di una simile tesi si fa ancora una volta riferimento ai dai forniti del ministero della Salute israeliano, riportati in una nota dell’agenzia Reuters. Secondo tale report, l’efficacia nel prevenire casi asintomatici sarebbe pari all’89,4% (di quelli sintomatici risulta del 93,4%). Inoltre la vaccinazione evita il 99% dei decessi dovuti al Covid-19. Una percentuale tale da poter far sperare in un’effetiva protezione dal contagio.