20 Febbraio 2026 - 11:43

Pensioni, Codici: giovani a rischio povertà e sovraindebitamento

Il Focus Censis–Confcooperative evidenzia un calo drastico del tasso di sostituzione: Codici chiede un nuovo patto sociale per evitare un boom del sovraindebitamento

Pensioni, Codici: giovani a rischio povertà e sovraindebitamento

L’allarme pensioni giovani emerge con forza dai dati del Focus Censis–Confcooperative. Secondo l’analisi, chi va in pensione oggi può contare su un tasso di sostituzione netto dell’81,5% rispetto all’ultima retribuzione. Chi oggi ha 33 anni e andrà in pensione nel 2060, invece, si fermerà al 64,8%.

La differenza è di 16,7 punti percentuali. Questo significa una distanza tra ultima busta paga e primo assegno pensionistico che quasi raddoppia, passando dal 18,5% al 35,2%.

Frattura generazionale senza precedenti

“Questi numeri certificano una frattura generazionale senza precedenti – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. I giovani lavoratori di oggi rischiano di diventare i pensionati poveri di domani”.

Secondo Codici, il sistema previdenziale scarica sulle nuove generazioni un peso crescente, in un contesto segnato da salari bassi e precarietà.

Un sistema squilibrato

L’Italia è il Paese europeo con la più alta spesa pensionistica in rapporto al PIL (15,5%). Tuttavia, è 25ª in Europa per quota salari sul PIL (28,9%), molto distante da Germania, Francia e Spagna.

Questo squilibrio strutturale dura da circa trent’anni e penalizza in particolare i lavoratori più giovani.

Meno lavoratori, più pressione contributiva

Tra il 2025 e il 2050 la popolazione in età lavorativa diminuirà di 7,7 milioni di unità, pari a un calo del 20,5%. Il Paese registra già oggi quasi la metà della popolazione con più di 50 anni.

Meno lavoratori significa maggiore pressione contributiva e pensioni più basse. Il rischio è una compromissione della sostenibilità economica e sociale.

Nel 2024 il 10,3% degli occupati, pari a 2,4 milioni di persone, è a rischio povertà lavorativa. Tra i giovani tra i 20 e i 29 anni l’incidenza sale al 12%.

Rischio boom del sovraindebitamento

“Quando lavorare non basta per vivere dignitosamente e le pensioni future saranno più basse, il rischio concreto è l’aumento del sovraindebitamento strutturale delle famiglie”, sottolinea Manfredi Zammataro, Responsabile del settore Sovraindebitamento di Codici.

Sempre più persone si rivolgono agli sportelli dell’associazione per difficoltà legate a mutui, prestiti e spese essenziali.