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Con l’arrivo della primavera, arrivano anche le allergie. Ecco tutto quello che c’è da sapere su come funzionano, i sintomi e i rimedi

Il periodo di primavera non è solo il momento dell’anno in cui si ricominciano a fare lunghe passeggiate, si indossano giubbini di pelle e si gode dei primi, caldi raggi di sole. La primavera porta con sé la fioritura e, con essa, anche le tanto temute allergie. Ma di cosa si tratta esattamente? Si definisce allergia, quell’insieme di sintomi che si manifestano quando il corpo reagisce a una o più sostanze nei confronti delle quali è sensibilizzato. Queste sostanze possono essere introdotte nell’organismo attraverso il respiro o con l’assunzione di determinati alimenti o possono agire attraverso il contatto fisico. Le allergie sono reazioni esagerate del sistema immunitario e si verificano solo nella seconda esposizione, o nelle successive, alla sostanza responsabile dopo che il primo contatto ha sensibilizzato l’organismo. Molte malattie comuni come l’asma bronchiale e la rinite allergica sono provocate da particolari reazioni allergiche.

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TIPI E CAUSE

La funzione del sistema immunitario è quella di riconoscere gli antigeni, caratteristiche proteine estranee presenti sulla superficie dei microrganismi (per esempio, dei virus e dei batteri) e di produrre anticorpi (chiamati anche immunoglobuline) e globuli bianchi sensibilizzati chiamati linfociti, che interagiranno con gli antigeni al momento del successivo contatto, procurando in questo modo la distruzione dei microrganismi estranei. Nelle allergie si verifica un processo analogo, ma in questo caso il sistema immunitario forma anticorpi o linfociti sensibilizzati contro sostanze innocue perché tali sostanza, definite allergeni, vengono scambiati per antigeni potenzialmente pericolosi. Le reazioni improprie o esagerate osservate nelle allergie si chiamano reazioni di ipersensibilità e possono presentare uno dei quattro meccanismi chiamati reazioni di ipersensibilità di I, II, III e IV tipo.

Allergie: ipersensibilità di I tipo

La maggior parte delle allergie più comuni è provocata dall’ipersensibilità di I tipo (chiamata anche ipersensibilità anafilattica o immediata). Gli allergeni più comuni responsabili delle reazioni di I tipo sono fiori, erbe e pollini delle piante, forfora di animali, polvere domestica, acari della polvere domestica, lieviti, alcuni farmaci, alimenti e sostanze presenti nel veleno delle api e delle vespe. Gli allergeni alimentari più comuni sono il latte, le uova, i crostacei, la frutta secca, le noci e alcuni coloranti alimentari. Questi allergeni inducono la produzione da parte del sistema immunitario di anticorpi specifici chiamati immunoglobuline E (IgE) che rivestono le cellule (chiamate mastociti o basofili) presenti sulla pelle e sul rivestimento mucoso dello stomaco, dei polmoni e delle vie aeree superiori.

Al momento del secondo contatto con l’allergene, questo si lega agli IgE e provoca la liberazione di diverse sostanze chimiche responsabili dei sintomi dell’allergia. Tra le sostanze chimiche liberate figura l’istamina, che causa dilatazione dei vasi sanguigni, stravaso di liquido plasmatico nei tessuti e spasmo dei muscoli (dell’albero bronchiale, per esempio). I sintomi possono essere limitati alla pelle (edema pruriginoso o eruzione cutanea), alle vie aeree superiori (infiammazione o secrezione di muco, starnuti nella febbre da fieno e spasmo e restringimento delle vie aeree nell’asma), agli occhi (congiuntiviti) o allo stomaco e all’intestino (vomito e diarrea). In altri casi, soprattutto le allergie dovute a iniezione di farmaci, veleno di insetti e ad alcuni alimenti, i sintomi possono colpire organi diversi. Malattie specificamente associate alle reazioni di I tipo sono l’asma, la febbre da fieno, l’orticaria, l’angioedema, lo shock anafilattico – cioè una reazione allergica grave e generalizzata – probabilmente l’eczema atopico e molti tipi di allergia alimentare in grado di indurre sintomi immediati.

Reazioni di ipersensibilità di II, III e IV tipo

Queste reazioni presentano meccanismi diversi da quelle di I tipo e sono implicate più raramente nelle allergie. Tuttavia, reazioni di II tipo possono indurre la comparsa dell’anemia emolitica autoimmune e della sindrome di Goodpasture. Le reazioni di III tipo sono responsabili di una malattia polmonare chiamata alveolite allergica (il cosiddetto polmone del contadino) e dei gonfiori della pelle che compaiono dopo le vaccinazioni di richiamo. Le reazioni di IV tipo causano la dermatite da contatto, eruzione cutanea provocata da sostanze come il nickel, gli elastici, i detersivi e i cosmetici.

TERAPIA

L’immunoterapia può essere preziosa per le persone che presentano reazioni allergiche al veleno degli insetti, agli acari della polvere domestica e ad alcuni pollini. Vengono somministrate dosi gradualmente crescenti dell’allergene per favorire la formazione di anticorpi che in futuro bloccheranno le reazioni indesiderate. Questa terapia risulta efficace in due terzi circa dei casi; di solito il trattamento dura due o tre anni. Può produrre lievi effetti collaterali, come prurito, edema o eruzione cutanea; occasionalmente compaiono effetti indesiderati più gravi, come broncospasmo e shock anafilattico. Sono in corso ricerche sui metodi di desensibilizzazione a basso dosaggio e lunga durata di azione. Il trattamento farmacologico delle reazioni allergiche comprende l’uso di antistaminici che alleviano i sintomi (per esempio, il prurito prodotto dalla puntura di un insetto). La maggioranza di questi farmaci possiede un effetto sedativo; ciò è particolarmente utile per alleviare il prurito provocato dall’eczema consentendo in questo modo al malato di dormire meglio. Molti degli antistaminici più recenti non inducono sonnolenza.

Per prevenire la comparsa dei sintomi è possibile usare regolarmente altri farmaci come il sodio cromoglicato e i corticosteroidi. Le creme corticosteroidee sono utili per trattare l’eczema ma l’applicazione prolungata sulla stessa zona può ledere l’epidermide. Nelle malattie allergiche gravi, come l’asma bronchiale, può essere necessaria la somministrazione di corticosteroidi orali o mediante endovena. Ogni volta che sia possibile, il trattamento più efficace di un’allergia di qualsiasi tipo è quello di evitare l’allergene responsabile. Per esempio, una persona allergica alle uova dovrebbe evitare di mangiarne o escludere qualsiasi pietanza che le contenga. Se l’allergene è un polline, può essere più difficile evitarlo; una certa protezione si può ottenere tenendo chiusi i finestrini dell’automobile mentre si viaggia e serrando le finestre della camera da letto durante la notte.

Allergia cutanea

Molte sostanze possono provocare una reazione allergica quando vengono direttamente a contatto con la pelle di un individuo ipersensibile. Per essere allergizzante, la sostanza deve comunque avere prima sensibilizzato il sistema immunitario del soggetto durante uno o più contatti precedenti. Se la reazione cutanea è una reazione allergica vera, l’elemento responsabile produce sintomi solo nelle persone ipersensibili. Molte sostanze che causano reazioni cutanee (per esempio, aghi di fibra di vetro) sono per natura irritanti più che allergizzanti e in grado di provocare reazioni in tutte le persone e non solo in quelle ipersensibili.

Le reazioni cutanee

Esistono due tipi principali di reazioni allergiche cutanee:

  1. La dermatite allergica da contatto è caratterizzata da chiazze rosse pruriginose, che possono trasformarsi in vescicole o formare croste. Tali chiazze corrispondono alla zona del contatto con la sostanza responsabile e si sviluppano da alcune ore a due giorni dopo il contatto stesso. Sostanze che possono produrre questo tipo di reazione sono gli adesivi, alcune piante, gli elastici, il nickel presente nei gioielli da bigiotteria, alcuni cosmetici e i sali di cromo usati nella fabbricazione dei cappelli e delle calzature.
  1. L’orticaria da contatto (comparsa di zone rilevate, rosse e pruriginose sulla pelle) può svilupparsi da alcuni minuti a mezz’ora dopo il contatto con alcuni medicamenti, sostanze, piante, saliva di insetti (in seguito alla puntura di uno di essi) e alimenti come i molluschi. L’orticaria può rappresentare anche il sintomo di una reazione allergica a una sostanza ingerita; però, la maggior parte dei casi di orticaria non è probabilmente di origine allergica.

In molte allergie cutanee, la sostanza responsabile può essere facilmente individuata in modo che il contatto venga ridotto al minimo. In altri casi, risulta invece difficile sapere quale ingrediente (per esempio, di un cosmetico) causi l’allergia. L’elemento responsabile può essere scoperto solo attraverso prove estese, in cui la pelle è esposta all’azione di diverse sostanze sospette.

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