8 Dicembre 2017 - 08:47

Italiane in Europa: il bilancio finale dopo la fase a gironi

italiane

Si è conclusa la prima parte delle coppe europee: il bilancio delle italiane è tutti promossi, tranne il Napoli, che cade dalla Champions all’Europa League

Con l’ultima partita delle italiane (quella della Lazio in Belgio), si è chiusa la sesta e ultima giornata della fase a gironi di Europa League. Insieme ad essa, anche la Champions si è conclusa ed ora andranno in ‘vacanza’ per 2 mesi, prima delle partite ad eliminazione diretta, in programma da Febbraio.

Quest’ultima 3 giorni europea per l’Italia è stata dolce amara: 3 vittorie e 3 sconfitte. Nell’ordine: 2 vittorie e 1 sconfitta in Champions e a numeri invertiti in Europa League. La sconfitta più dolorosa è quella che arriva della massima competizione, dove il Napoli perde a Rotterdam e dice addio alla Champions. C’è però l’agrodolce consolazione che il cammino europeo riprenderà dai Sedicesimi di Europa League. Per il resto, tutte promosse, con Juve e Roma agli ottavi e Lazio, Atalanta e Milan già qualificate con largo anticipo ai Sedicesimi. Appuntamento ora a Nyon dove lunedì ci saranno i sorteggi: alle 12 la Champions, alle 13 l’EL.

Ma come dicevamo, è tempo di bilanci. Precisamente, come la scuola ha insegnato, è tempo di pagellini (o primo quadrimestre, fate voi). Abbiamo stilato squadra per squadra e abbiamo dato un voto (motivato, ovviamente) in base al loro cammino europeo.

Atalanta – voto: 9

Diamo la palma di migliore delle italiane alla squadra di Gian Piero Gasperini. Alzi la mano chi avrebbe mai detto che la squadra orobica sarebbe arrivata prima nel girone con Everton e Lione senza subire sconfitte (unica imbattuta anche tra le italiane). 4 vittorie e 2 pareggi il bilancio dell’Atalanta, alla prima avventura in Europa League.

Molti si sarebbero immaginato una squadra come il Sassuolo dello scorso anno, ma sono stati smentiti già dal 3-0 inflitto all’Everton. Hanno brillato tutti, in particolar modo Cristante e Petagna. Il primo ha realizzato gol pesanti, come la doppietta del Goodison Park nel 5-1 trionfante dei nerazzurri. L’altro ha deciso la sfida di ieri sera contro il Lione e ha regalato il primo posto nel girone proprio sui francesi.

Una posizione che permette agli orobici di essere testa di serie al sorteggio di lunedì. Sorteggio c’è potrebbe essere molto dolce (Astana, Partizan, Ludogorets) o amara ma dal sapore di impresa (Celtic, Borussia Dortmund, Real Sociedad). Impresa che ha compiuto Gianpiero Gasperini, che ha dimostrato che l’Atalanta non è in Europa League per caso.

Roma – voto: 8,5

Si potrebbe fare lo stesso discorso dell’Atalanta e dare il medesimo voto. Ma i giallorossi hanno anche una sconfitta nel proprio ruolino di marcia che vale mezzo voto in meno. Sconfitta che però viene polverizzata dalla grande cavalcata nel Girone C. Un girone che vedeva la Roma terza dietro Chelsea e Atletico Madrid, ma che al 5 dicembre l’ha vista davanti a tutti con 11 punti.

La partita chiave è il 3-3 di Stamford Bridge. Sì, perché da quella rimonta la squadra ha creduto nella possibilità di essere tra le qualificate e dopo il trionfo all’Olimpico per 3-0, ha puntato anche al primo posto. Primato arrivato grazie alla vittoria contro il Qarabag ma grazie anche allo stop del Chelsea in casa contro l’Atletico (retrocesso in Europa League). Senza dimenticare, infine, che è l’unica squadra in tutta la Champions a non aver subito gol in casa (in tutte le competizioni, condiviso con Copenaghen e Salisburgo).

Se si vuole trovare un protagonista di questo primato, definiamo Eusebio Di Francesco artista di questa opera. Il tecnico, dopo lo 0-0 contro l’Atletico all’esordio, era stato criticato da stampa e forse anche da qualche componente della squadra. Lui, da gran condottiero (come lo era anche da calciatore giallorosso) ha tirato fuori gli artigli e ha trascinato la sua squadra al trionfo nella fase a gironi.

Il merito è suo se la Roma lunedì sarà testa di serie nell’urna di Nyon. Quell’urna che potrebbe regalare una tra Real Madrid e Bayern oppure Basilea o Shakthar Donetsk. La storia della Roma insegna che c’è sempre un lato negativo, ma Di Francesco ha ribaltato i pronostici fino a questo momento.

Lazio – voto: 8

Premessa: il voto è inferiore solo perché, a differenza di Roma e Atalanta, era un girone più abbordabile. Ma è comunque un grande risultato per la squadra di Simone Inzaghi. Prima delle italiane a qualificarsi dopo 4 partite con altrettante vittorie. Nel finale c’è una sconfitta (2-3 contro lo Zulte Waregem) e un pareggio (1-1 contro il Vitesse) che sono indolori ma sono serviti a ritrovare Felipe Anderson e a far esordire giovani di belle speranze.

Le vittorie chiavi sono quelle nel doppio confronto con il Nizza, unica e pericolosa rivale all’inizio. L’1-3 in Francia ha fatto capire chi era la più forte. L’1-0 solo al 92′ del ritorno all’Olimpico è stato segno che la Lazio non molla mai e vuole sempre portare a casa il risultato, senza mezzi termini.

Come per l’Atalanta, il sorteggio sarà da testa di serie. Bisognerà attendere solo lunedì per i biancocelesti per capire quale sarà l’avversario da affrontare nei Sedicesimi. Inzaghi dorme sonni tranquilli: la sua Lazio c’è e si è vista.

Juventus – voto: 7

Più che sufficiente la squadra di Allegri. Nessuna particolare difficoltà nel suo girone. C’era da capire solo se i bianconeri sarebbero stati all’altezza del Barcellona. Doppio confronto che però ha visto un 3-0 per i blaugrana (unica sconfitta) e uno 0-0 allo Stadium. L’importante allora diventa aver passato il turno riuscendo a recuperare due volte lo Sporting tra andata e ritorno, ottenendo una vittoria (2-1) e un pareggio (1-1) nei minuti finali. Ciliegina sulla torta il 2-0 al Pireo di Atene che è valso il definitivo secondo posto.

Piazzamento che non fa fare bei sogni a Max Allegri: 4 inglesi su 5 prime (il Chelsea secondo nel girone della Roma) e il PSG dei record (che ha battuto il Bayern, secondo anch’egli) sono tutte insidie. Il sogno sarebbe tornare in Turchia contro il Besiktas e vendicare il 2014 contro il Galatasaray, che ancora fa male ma mai quanto Berlino e Cardiff.

Milan – voto: 6-

Se si potesse dare un voto peggiore, lo daremmo pure. Però diamo a Cesare quel che è di Cesare. Il Milan si è qualificato imbattuto (la nota positiva) con Montella in panchina e ha chiuso il girone con Gattuso sconfitto dal Rijeka per 2-0. Per Ringhio si è trattata di una sconfitta ininfluente, ma i rossoneri hanno fatto il nulla nella trasferta croata. Gli unici veri lampi di questa fase sono i due 5-1 rifilati all’Austria Vienna. La stagione va sempre più precipitando e la fine dei gironi (fortunatamente) cade nel momento giusto.

Ci saranno quasi 3 mesi per recuperare il Milan che ci si aspettava in estate ai Sedicesimi di Europa League. Sarà testa di serie, è vero, ma il rendimento in campo preoccuperebbe attualmente anche con una squadra abbordabile sulla carta. Tocca a Gattuso ora rimboccarsi le maniche e riprendersi il suo Milan. Al momento (ce lo auguriamo) è soltanto la mediocre delle italiane, nonostante la qualificazione.

Napoli – voto: 4,5

Parliamoci chiaro: al momento del sorteggio, doveva essere quella favorita tra le italiane in Champions. Il preliminare aveva alimentato grandi speranze, mentre quello della fase a gironi ha cambiato il pensiero di molti. 3 sconfitte su 3 trasferte non se le sarebbe immaginate nemmeno il più superstizioso a Napoli. La prima contro lo Shakthar è stata decisiva, quella con il City (doppia perché replicata anche in casa) può anche starci, mentre quella con il Feyenoord è stata la resa definitiva. Inutili le vittorie contro ucraini e olandesi in casa.

Vero, per la strada Sarri ha perso Ghoulam e Milik ma è anche vero che il Napoli non ha avuto ricambi da Champions League e paga ora la ‘retrocessione’ in Europa League.

Inoltre, oltre al danno anche la beffa: i partenopei non saranno testa di serie. Il gol di St. Juste al 91′ ha tolto al Napoli il punto che serviva per stare sopra al Lipsia nella classifica delle retrocesse. Ora gli azzurri potrebbero ritrovarsi contro avversari come Atletico, Arsenal e Zenit. Ma qualunque sarà l’avversario del Napoli, al momento potrebbe essere un’insidia.